Attentato suicida in una chiesa a Damasco: almeno nove morti, l’attentatore legato all’Isis

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un uomo, che secondo le autorità siriane sarebbe affiliato all’Isis, ha fatto esplodere un giubbotto imbottito di esplosivi durante una messa nella chiesa di Sant’Elia, nel quartiere Douweila a Damasco, provocando almeno nove vittime e tredici feriti. Tra i morti, come riportano alcuni media locali, ci sarebbero anche bambini, sebbene le fonti ufficiali non abbiano ancora confermato l’età delle persone uccise. L’attentatore, stando alla ricostruzione di un testimone oculare, avrebbe prima aperto il fuoco sui fedeli prima di detonare l’ordigno, sfruttando il momento in cui la chiesa era più affollata.

L’attacco, rivendicato dallo Stato Islamico attraverso canali non ufficiali, arriva in un periodo di crescente instabilità nel Paese, nonostante il governo di Bashar al-Assad cerchi di presentarsi come garante della sicurezza delle minoranze religiose. La chiesa greco-ortodossa di Sant’Elia, situata alla periferia della capitale, era già stata presa di mira in passato, ma un episodio di questa gravità non si verificava da anni. Le autorità hanno dichiarato che l’obiettivo era seminare terrore tra i cristiani siriani, una comunità che, dopo oltre un decennio di guerra, conta ormai meno del 5% della popolazione.

Quello di ieri non è un caso isolato: nelle ultime settimane si è registrata una recrudescenza di attentati in diverse aree del Paese, molti dei quali attribuiti a cellule jihadiste che approfittano della crisi economica e del malcontento sociale per riorganizzarsi. La situazione è ulteriormente complicata dalle sanzioni internazionali, che limitano la capacità di risposta delle istituzioni, e dalla presenza di milizie straniere ancora attive in alcune regioni.

L’esplosione ha scatenato reazioni immediate, con il ministero degli Interni che ha annunciato l’apertura di un’inchiesta per accertare eventuali negligenze nella sorveglianza dei luoghi di culto. Intanto, i soccorritori hanno lavorato fino a tarda notte per estrarre i corpi dalle macerie, mentre i feriti sono stati trasportati negli ospedali della zona, alcuni in condizioni critiche.

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