Ibrahimovic parla: "Leao un top, ma a volte manca cattiveria"

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Zlatan Ibrahimovic, senior advisor del Milan, non ha mai avuto problemi a esprimersi con franchezza, e ieri sera, dopo la vittoria dei rossoneri contro l’Hellas Verona, non ha fatto eccezione. Intervenuto in due occasioni distinte, nel pre e nel post gara, lo svedese ha toccato diversi temi, dalle prestazioni dei giocatori alle questioni contrattuali, senza risparmiare osservazioni dirette e, come suo solito, senza peli sulla lingua.

Nel post partita, Ibrahimovic ha sostituito in conferenza stampa il tecnico del Porto, Sergio Conceiçao, profondamente colpito dalla scomparsa dell’ex presidente del club portoghese, Pinto da Costa, figura alla quale era legato da un rapporto personale e professionale. Approfittando dell’occasione, Ibra ha parlato a Sky, DAZN e ai giornalisti presenti, affrontando temi che vanno oltre il risultato sul campo.

Uno dei punti centrali delle sue dichiarazioni è stato il commento su Rafael Leao, attaccante portoghese del Milan. “Leao è un top”, ha detto Ibrahimovic, “ma a volte manca cattiveria”. Un’osservazione che, se da un lato riconosce il talento del giocatore, dall’altro ne sottolinea una mancanza che potrebbe limitarne ulteriormente la crescita. Non è la prima volta che Ibra si esprime in termini simili su Leao, dimostrando di voler spingere il giovane a raggiungere il massimo delle sue potenzialità.

Un altro argomento toccato da Ibrahimovic è stato il futuro di Theo Hernandez e Mike Maignan, due pilastri della squadra milanese. “Stiamo parlando con loro”, ha dichiarato a DAZN, “tutti e due sono importanti per noi e tutti e due sono contenti di essere al Milan”. Le parole di Ibra lasciano intendere che i negoziati per i rinnovi contrattuali siano in corso, anche se non ha voluto aggiungere ulteriori dettagli.

Non sono mancati, infine, i riferimenti ad altri giocatori, come Santiago Gimenez, attaccante del Feyenoord, spesso paragonato allo stesso Ibrahimovic. “Non ho detto che ricorda Ibra”, ha precisato lo svedese, “ma che è forte come Ibra. Non è facile fare bene subito in Italia”. Un commento che, pur riconoscendo le qualità del giovane, ne mette in luce le difficoltà di adattamento a un campionato complesso come quello italiano.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.