Missile russo sul governo di Kiev, miracolo per una testata inesplosa
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Redazione Esteri
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Un missile balistico Iskander, armato con una potente testata da 450 chili che per un caso fortuito non è detonata, ha colpito nel cuore della notte il palazzo del governo ucraino a Kiev. L’episodio, che risale al 7 settembre, viene ora descritto dalle autorità locali non come il semplice impatto di un drone abbattuto dalla difesa aerea, bensì come un attacco deliberato e preciso condotto con uno dei sistemi d’arma più letali in dotazione all’esercito russo. Le indagini tecniche, ancora in corso, dovranno accertarne la tipologia esatta – sebbene il ministero dell’Interno avanzi l’ipotesi che si sia trattato «molto probabilmente di un missile da crociera» – ma appaiono ormai certi i contorni di un raid che ha sfiorato una strage.
L’attacco, inserito nel quadro della più imponente offensiva missilistica lanciata dalla Russia dall’inizio del conflitto, ha provocato un vasto incendio all’ultimo piano dell’edificio amministrativo nel quartiere di Pecherskyi, divampato a causa dei detriti incandescenti. A confermare la dinamica e l’entità dei danni sono stati sia il capo dell’amministrazione militare cittadina, Tymur Tkachenko, sia il sindaco Vitalii Klychko, i quali hanno peraltro sottolineato come le fiamme siano state domate senza che si verificassero vittime.
Parallelamente all’attacco sulla capitale, che ha causato estese interruzioni di corrente nell’area metropolitana e nella regione circostante, il fronte orientale ha continuato a registrare combattimenti violenti. Lo Stato Maggiore di Kyiv ha annunciato la riconquista del villaggio di Zarichne, nel Donetsk, a dimostrazione di come la guerra proceda senza tregua e senza concedere respiro, lontana da qualsiasi fase conclusiva.




