Inflazione in frenata ad agosto ma le famiglie si preparano a una stangata autunnale
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Redazione Economia
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L’inflazione nazionale, secondo le stime preliminari diffuse dall’Istat per il mese di agosto, mostra un lieve segnale di decelerazione, assestandosi a un tasso annuo dell’1,6% dopo l’1,7% registrato a luglio. Una flessione che, seppur modesta, viene interamente trainata dal calo dei prezzi dell’energia, i quali registrano un -0,2% su base mensile, frenati in particolare dalla diminuzione di quelli del gas naturale nel mercato tutelato. Tuttavia, questa timida tregua si scontra immediatamente con una realtà diametralmente opposta per quanto concerne il cosiddetto ‘carrello della spesa’, l’indice che monitora esclusivamente i beni alimentari e quelli per la cura della casa e della persona, il quale invece accelera vistosamente passando dal +3,2% al +3,5%, con aumenti significativi per categorie essenziali come la carne e le verdure.
Proprio l’accelerazione dei generi alimentari costituisce, unitamente ad altri fattori, il cuore di una proiezione allarmante elaborata dal Codacons, secondo la quale ogni famiglia italiana, nel quadrimestre che va da settembre a dicembre 2025, dovrà sostenere una spesa extra di 416 euro rispetto allo stesso periodo del 2024. Una cifra consistente, che delinea una “stangata d’autunno” destinata a colpire i bilanci domestici su più fronti. Per un nucleo familiare con due figli, l’incremento medio per la sola spesa alimentare è stimato in 130 euro, una previsione che peraltro non include gli ulteriori rincari tradizionalmente associati alle festività natalizie.
A gravare ulteriormente sul panorama dei conti domestici, si aggiungono i rincari per il trasporto pubblico e i servizi scolastici, due voci che tradizionalmente segnano picchi in coincidenza con la ripresa delle attività dopo la pausa estiva. Ma il capitolo di spesa potenzialmente più oneroso rimane quello dell’energia. Il Codacons, ipotizzando un aumento medio delle tariffe del 15% nell’ultima parte dell’anno, stima un aggravio di circa 170 euro a nucleo familiare. Una proiezione che tiene conto, com’è ovvio, del prevedibile incremento nella domanda di gas legato all’accensione dei riscaldamenti, il cui avvio è previsto tra la metà di ottobre e la metà di novembre nelle diverse zone climatiche.




