Bper, l’assemblea approva il bilancio 2025 e il saldo del dividendo (staccato il 18 maggio)

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’assemblea degli azionisti di Bper Banca, riunita per esaminare i conti dell’ultimo esercizio, ha dato il via libera al bilancio 2025 – un documento che, va detto, si è chiuso con un utile netto civilistico di 1,46 miliardi di euro – e ha deliberato la distribuzione di un saldo del dividendo pari a 0,56 euro per azione. Questa cedola, che andrà a sommarsi all’acconto già erogato nello scorso novembre, riguarda complessivamente 2.086.184.466 azioni ordinarie, rappresentative dell’intero capitale sociale. L’ammontare massimo complessivo, inclusivo tanto dell’acconto quanto del saldo, tocca quota 1.364.695.665,56 euro, al netto però delle azioni proprie che dovessero risultare in portafoglio alla data di stacco della cedola (a tali titoli, infatti, non verrà attribuito alcun dividendo).

Le tempistiche del pagamento e l’entità dell’operazione

Lo stacco della cedola, come da calendario approvato, è fissato per lunedì 18 maggio 2026; il relativo pagamento prenderà il via due giorni dopo, il 20 maggio. Una cifra, quella complessiva messa a disposizione degli azionisti – 1,17 miliardi di euro solo per questo saldo – che conferma la solidità patrimoniale dell’istituto guidato da Modena, in particolare dopo l’integrazione della Banca Popolare di Sondrio. L’utile netto civilistico di 1,46 miliardi, va ricordato, costituisce la base da cui l’assemblea ha attinto per definire la misura del dividendo unitario, senza però intaccare le riserve obbligatorie né violare i vincoli regolamentari.

Il via libera alle operazioni su azioni proprie

Oltre all’approvazione del bilancio e del dividendo, i soci hanno autorizzato due distinte linee d’intervento sulle azioni proprie. La prima riguarda l’acquisto e la successiva disposizione dei titoli al servizio dei sistemi di remunerazione – sia quelli correnti sia quelli futuri – basati su strumenti finanziari, in piena conformità con quanto stabilito dalle Politiche di Remunerazione. La seconda, di natura più strategica, consente l’acquisto e la disposizione di azioni proprie per finalità legate alla strategia aziendale e/o a un’ulteriore remunerazione degli azionisti, sebbene quest’ultima operazione sia subordinata all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni regolamentari. Nessun dettaglio aggiuntivo è emerso, in questa sede, sui tempi o sui volumi specifici di tali interventi.

I numeri del capitale e il meccanismo di esclusione

L’assemblea ha operato su un capitale sociale composto da 2.086.184.466 azioni ordinarie; il dividendo unitario di 0,56 euro verrà erogato in contanti per ciascuna di esse, con la precisazione tecnica – non secondaria – che le azioni proprie detenute in portafoglio al momento dello stacco non concorrono alla distribuzione. Un meccanismo, questo, che impedisce di fatto all’istituto di beneficiare dei propri dividendi, e che riduce leggermente l’esborso effettivo rispetto all’ammontare massimo teorico. La cifra di 1.364.695.665,56 euro rappresenta quindi un tetto, non necessariamente un’uscita secca, dipendendo dalla consistenza del portafoglio autotitolare alla scadenza del 18 maggio 2026.

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