Ovs rinuncia a Kasanova, archiviato un 2025 da 1,7 miliardi
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Redazione Economia
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Mentre prosegue, robusta, la sua crescita organica, il gruppo Ovs vede sfumare il piano di espansione nel settore casa. È infatti decaduta, poiché non si sono verificate le condizioni previste, l’offerta vincolante presentata a novembre per l’acquisizione del 100% di Kasanova, catena specializzata in articoli per la casa. Una nota del gruppo, guidato dall’amministratore delegato Stefano Beraldo, ha comunicato la decisione del consiglio di amministrazione di far cadere la proposta, la cui scadenza era fissata proprio in questi giorni. L’operazione, il cui completamento era stato già rinviato di un mese a gennaio, salta dunque definitivamente, interrompendo quel disegno strategico che mirava a diversificare ulteriormente l’offerta commerciale del colosso veneto.
I conti solidi del 2025
La notizia giunge mentre Ovs diffonde i dati preliminari di un esercizio, quello del 2025, chiuso in netto positivo. Le vendite, che hanno toccato i 1,74 miliardi di euro, mostrano un incremento del 7% rispetto all’anno precedente, superando le attese degli analisti; una crescita che, calcolata sul perimetro consolidato al netto dell’acquisizione di Goldenpoint – brand del quale il gruppo ha perfezionato il controllo totale lo scorso luglio – si attesta comunque sul 3%. Un trend favorevole, quello registrato nei primi nove mesi, che non ha accennato a frenare neppure nell’ultimo trimestre, durante il quale tutte le insegne del portafoglio hanno continuato a progredire anche a parità di superficie vendita.
Le condizioni mancate per l’acquisizione
La delibera del cda, la cui formulazione ufficiale non scende nel dettaglio delle clausole non soddisfatte, lascia intendere come l’accordo non sia stato raggiunto su alcuni punti essenziali che vincolavano l’offerta. Fonti vicine alla trattativa, le quali – è bene precisarlo – non vengono nominate nella comunicazione ufficiale, lasciano trapelare che uno degli scogli principali sia stato proprio l’intesa con le banche finanziatrici, elemento spesso cruciale in operazioni di questa portata. Senza quell’intesa, venendo meno uno dei presupposti fondamentali, la trattativa è inevitabilmente naufragata, costringendo Ovs a un passo indietro strategico che molti, fino a poche settimane fa, non ritenevano probabile.
Le reazioni dei mercati e il futuro
Paradossalmente, l’annuncio congiunto della rinuncia a Kasanova e dei solidi risultati finanziari è stato recepito con favore da Piazza Affari, dove il Titolo Ovs ha guadagnato terreno, aggiungendo oltre due punti percentuali nel listino. Gli investitori, apparentemente, hanno premiato la solidità dei conti e la prudenza dimostrata nel non forzare un’acquisizione dalle condizioni non ottimali, piuttosto che penalizzare la società per l’opportunità mancata. Il gruppo, dal canto suo, pur avendo perso un tassello nel suo mosaico di crescita esterna, dimostra di possedere una struttura sana e in espansione, sulla quale potrà continuare a costruire la sua traiettoria, pur dovendo forse riconsiderare, almeno nel breve periodo, le modalità del suo ingresso nel mercato degli articoli per la casa.
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