L'Iran accusa l'Italia e la Romania: "Complici dell'aggressione". Tajani: "Mai autorizzate basi per attacchi"
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Redazione Interno
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La tensione diplomatica tra l'Iran e l'Italia è esplosa nelle ultime ore dopo le dichiarazioni rilasciate dal segretario generale della Nato, Mark Rutte, in un'intervista a Fox News. Rutte ha infatti affermato che circa 500 aerei americani sarebbero decollati da basi situate sul territorio italiano per sostenere l'operazione militare "Epic Fury" contro Teheran, e che la Romania avrebbe limitato il traffico aereo civile per facilitare le operazioni di rifornimento.
Parole che hanno provocato una reazione immediata e durissima da parte della Repubblica islamica, con il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baqaei, che ha citato esplicitamente Italia e Romania come "partecipanti all'aggressione contro l'Iran" in un post sui social.
La durissima replica di Teheran e l'accusa di complicità attiva
La replica di Teheran non si è fatta attendere. Esmail Baqaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, ha definito le parole di Rutte una "chiara e schiacciante ammissione della complicità attiva della Nato in una guerra di aggressione illegale contro uno stato sovrano membro delle Nazioni Unite".
Baqaei ha accusato l'Italia, la Romania e tutti gli altri Paesi europei che hanno sostenuto l'aggressione americano-israeliana di dover "spiegare ai propri cittadini e al mondo" perché hanno scelto di colludere in questo "palese atto di aggressione" e nella commissione di "atrocità di massa" contro le popolazioni iraniane in diverse città del Paese. Il portavoce ha inoltre sottolineato che si tratta di una "flagrante violazione delle norme imperative del diritto internazionale" e dei principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite.
La smentita categorica dell'Italia: "Solo voli tecnici e logistici"
La risposta del governo italiano è stata immediata e categorica. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi, nel corso del quale ha chiarito la posizione italiana: "L'Italia non ha mai partecipato ad alcuna guerra contro l'Iran" e non ha mai autorizzato l'uso delle proprie basi militari per azioni belliche.
Una versione ribadita anche dal ministro della Difesa Guido Crosetto, che in una nota ha precisato come il governo abbia autorizzato esclusivamente attività "tecniche e logistiche, non cinetiche" in piena conformità con la Costituzione, i trattati internazionali e gli accordi che regolano le basi alleate sul suolo italiano.
Crosetto ha anche espresso sorpresa per le dichiarazioni di Rutte, che "non ha nulla a che fare con l'operazione Epic Fury", e che ha veicolato un "messaggio totalmente fuorviante" confondendo i voli di supporto autorizzati con operazioni di combattimento.
Il retroscena politico e le tensioni con gli Stati Uniti
La vicenda si inserisce in un clima già rovente tra l'Italia e gli Stati Uniti. Nei giorni scorsi erano emerse forti tensioni tra il presidente americano Donald Trump e la premier Giorgia Meloni, con il presidente che avrebbe criticato l'Italia per il suo rifiuto di sostenere apertamente la campagna militare americana contro l'Iran. Le parole di Rutte hanno quindi riacceso il dibattito politico in Italia, con le opposizioni che chiedono chiarimenti in Parlamento.
Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha sollecitato la premier a riferire in aula, mentre Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi e Sinistra ha ironizzato sul fatto che o il governo ha "mentito ai parlamentari" o Rutte ha "avuto un colpo di calore". Nel frattempo Tajani ha confermato l'impegno italiano per la riapertura delle rotte marittime nello Stretto di Hormuz e il mantenimento dell'ambasciata a Teheran come segnale di dialogo.
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