Bebe Vio lascia la scherma: "Troppi problemi fisici, ora provo i 100 metri"
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Redazione Sport
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L’annuncio, arrivato ieri sera durante la puntata di Che tempo che fa condotta da Fabio Fazio, ha sorpreso il mondo dello sport e non solo. Beatrice Vio Grandis, per tutti Bebe Vio, ha rotto il silenzio che durava ormai dai Giochi di Parigi 2024 per comunicare una decisione ponderata e sofferta, ma che dice di sentirsi ormai necessaria. La campionessa paralimpica, che a Rio 2016 e Tokyo 2020 aveva conquistato l’oro nel fioretto categoria B, ha raccontato al pubblico e al conduttore delle difficoltà fisiche incontrate negli ultimi tempi, difficoltà che l’hanno portata a constatare l’impossibilità di proseguire la carriera nella disciplina che l’ha resa celebre in tutto il mondo. Non si è trattato, a suo dire, di un venir meno della passione per la pedana, ma di un limite fisiologico subentrato con il tempo e con l’aggravarsi della condizione del suo Corpo.
“Ho avuto parecchi problemi fisici ultimamente”, ha spiegato Vio, visibilmente emozionata ma determinata, nel salotto televisivo. Il suo racconto è stato privo di autocommiserazione, anzi, ha subito virato verso il futuro, verso la ricerca di una nuova sfida che potesse restituirle le sensazioni e gli stimoli che la scherma, suo malgrado, non era più in grado di offrirle. “Purtroppo è finita con la scherma, non ce la faccio più fisicamente”, ha detto con chiarezza, mettendo fine a ogni possibile speculazione su un suo ritorno in pedana. L’ultima volta che ha impugnato il fioretto a livello agonistico, ha ricordato, è stata proprio a Parigi 2024, un’esperienza che le ha confermato come il suo non potesse più reggere i ritmi e le sollecitazioni di quello sport. Da lì, la necessità di guardarsi intorno e di non arrendersi all’inattività, come del resto il suo carattere e la sua storia personale hanno sempre insegnato.
La nuova sfida sui cento metri con il supporto della squadra
La soluzione, per Bebe Vio, è arrivata dall’atletica leggera, e più precisamente dalla regina di tutte le specialità, i cento metri piani. Un cambio radicale, che la porterà dalla staticità della pedana alla potenza esplosiva della pista. L’atleta ha tenuto a sottolineare, nel suo intervento, come questa transizione non sia un’impresa individuale ma il frutto di un lavoro collettivo. “Adesso abbiamo, dico ‘abbiamo’ con la squadra perché posso farlo solo grazie a un gruppo di persone che mi sta dietro in questo momento, abbiamo iniziato con l’atletica”, ha dichiarato, evidenziando ancora una volta il ruolo cruciale del team che la segue. Un gruppo, questo, che ha creduto nella possibilità di ripartire da zero in un’altra disciplina e che sta già lavorando per impostare una preparazione tecnica adeguata alle sue esigenze e alle sue potenzialità. La scelta della distanza, i cento metri, non è un dettaglio da poco: rappresenta la ricerca della massima velocità, della partenza esplosiva, di una prova istantanea e totale che richiederà un adattamento biomeccanico completamente nuovo.
La notizia ha naturalmente riacceso i riflettori sulla figura di Bebe Vio, ambassador dei Giochi di Milano Cortina 2026, in un momento molto particolare per l’organizzazione dell’evento. Proprio nei giorni scorsi, infatti, si sono spente le fiamme paralimpiche a Milano e Cortina, e in quel contesto era stato svelato un oggetto simbolico e suggestivo pensato per il pubblico. Una grande sfera di vetro, una boule de neige contenente un paesaggio fantastico e reale al tempo stesso, creata dallo scenografo Cristian Taraborrelli e illuminata dalle luci del Light Designer Daniele Davino, aveva incantato i presenti. Quella sfera pulsante rappresentava una sorta di ricordo, un “Italian Souvenir” da portare a casa, materializzando la magia e la nebbia che hanno avvolto i giochi. In questo quadro di celebrazioni e di addii, l’annuncio di Vio si inserisce come una dichiarazione di vita e di resilienza: si chiude un capitolo importante per lo sport italiano, ma se ne apre un altro, carico di incognite e di entusiasmo.




