Galleria di base del Brennero, abbattuto l’ultimo diaframma: Italia e Austria ora unite sotto le Alpi
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Redazione Interno
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Il collegamento ferroviario sotterraneo tra Italia e Austria è diventato realtà. Nella mattinata del 28 luglio 2026, a circa 1.400 metri di profondità sotto il Passo del Brennero, l'ultimo diaframma di roccia che separava le due nazioni è stato abbattuto in corrispondenza del confine di Stato, sancendo la continuità fisica delle due canne principali dell'opera.
Gli escavatori con martello demolitore sono entrati in azione nelle gallerie principali est e ovest del lotto costruttivo austriaco H53 Pfons-Brennero, rimuovendo il sottile strato di materiale che ancora ostacolava il ricongiungimento con il lotto italiano H61 Mules 2-3. Pochi istanti dopo l'operazione, completata alle ore 10:35, minatori e responsabili di progetto hanno varcato la nuova apertura per stringere la mano ai colleghi dell'altro versante, suggellando di fatto un momento definito dagli addetti ai lavori come storico per la mobilità europea.
Due mondi tecnologici a confronto sotto il massiccio alpino
L'evento di oggi non rappresenta soltanto l'unione fisica di due tratti di galleria, ma segna anche il punto d'incontro di due filosofie progettuali e tecniche profondamente diverse, che hanno convissuto per anni in autonomia. Sul versante italiano, l'avanzamento è stato garantito dalle potenti frese meccaniche (TBM) battezzate Virginia e Flavia, che hanno letteralmente "sciolto" la roccia fino al confine di Stato con un metodo meccanizzato e ad alta precisione.
Al contrario, sul fronte austriaco, gli scavi sono stati condotti con metodologie tradizionali, che hanno fatto ricorso a esplosivi per frantumare la massa rocciosa. L'abbattimento di questo specifico diaframma, pertanto, unisce non soltanto due Paesi e due cantieri, ma anche due approcci collaudati allo scavo in condizioni estreme, dimostrando come la sinergia tra tecniche differenti possa convergere verso un risultato comune.
Le reazioni istituzionali al traguardo transfrontaliero
L'eco dell'abbattimento ha immediatamente raggiunto i vertici politici locali, che non hanno mancato di sottolineare il valore strategico dell'infrastruttura. Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha commentato l'accaduto definendolo una "giornata storica", capace di segnare un "cambio di passo" nella mobilità sovraregionale non solo verso l'Austria e la Germania, ma lungo l'intero corridoio che si estende fino ai Paesi scandinavi.
"La Galleria di Base del Brennero", ha aggiunto Fugatti, "è il simbolo della connessione e della collaborazione tra Italia e Austria sul fronte delle grandi opere di collegamento verso l'Europa", un progetto nato da una visione politica che ha saputo superare ostacoli e complessità.
Analogamente, il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, ha sottolineato come l'opera rappresenti un esempio concreto di cooperazione transfrontaliera, capace di avvicinare l'Italia al centro dell'Europa e di contribuire a vincere la sfida del traffico automobilistico al Brennero.
Un progetto europeo che guarda al futuro dei collegamenti
Questo risultato arriva a quasi un anno di distanza da un altro traguardo importante, quando il 18 settembre 2025 era stato abbattuto il diaframma del cunicolo esplorativo, un'opera propedeutica destinata a funzioni di manutenzione, drenaggio e sicurezza.
Con l'unione odierna delle due canne principali, il progetto della Galleria di Base del Brennero (BBT) entra quindi in una fase cruciale: sebbene lo scavo vero e proprio possa considerarsi virtualmente concluso per i lotti centrali, i lavori proseguiranno con il rivestimento e le finiture interne per rendere operativo il collegamento.
I due membri del Consiglio di gestione di BBT SE, Martin Gradnitzer e Umberto Lebruto, hanno espresso grande soddisfazione, ricordando come da oggi il tunnel sia destinato a ospitare il transito di treni merci e passeggeri, e che il merito di questo successo vada ascritto principalmente alle persone che, giorno dopo giorno, hanno costruito l'infrastruttura.
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