L’agenda di D’Amico: rinnovi e plusvalenze

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Redazione Sport Redazione Sport   -   È arrivata ieri, dopo un lungo tira e molla con l’Atalanta, l’ufficialità che mancava: Tony D’Amico è il nuovo direttore sportivo della Roma. Il dirigente, classe ’85, uomo di poche parole ma di molti fatti, sarà operativo soltanto dal primo luglio; ad interim il ruolo sarà dunque ricoperto dal segretario Maurizio Lombardo, ma è inevitabile che le strategie – pur senza vederlo comparire fisicamente al tavolo delle trattative in questi giorni – siano già veicolate dalla sua linea guida. Oggi è il 13 giugno, e quella di D’Amico è una corsa contro il tempo.

La priorità, come accade spesso in questi passaggi di consegne, è duplice: da un lato mettere al sicuro il patrimonio tecnico esistente, dall’altro generare quelle risorse fresche necessarie a chiudere in equilibrio i conti con l’Uefa.

L’effetto domino dei contratti in scadenza

Il primo dossier caldo riguarda Paulo Dybala, il cui rinnovo – dopo una lunghissima fase di stallo – sembra ormai solo una questione di ore. La volontà dell’argentino è chiara: restare a Roma, così come del resto auspicato pubblicamente da Gian Piero Gasperini, che ha sempre spinto per trattenerlo. L’entourage del giocatore ha presentato una controproposta nelle scorse ore, e ora la palla passa al club giallorosso, chiamato a fare l’ultimo passo per limare i dettagli economici di un accordo biennale.

Non solo la Joya, però: a breve seguiranno le blindature di Lorenzo Pellegrini e Zeki Celik, due tasselli ritenuti fondamentali per l’ossatura dello spogliatoio. In secondo piano, ma comunque nel mirino, ci sono i prolungamenti di Gianluca Mancini e Bryan Cristante, per i quali le basi sono state gettate già nelle scorse settimane.

La guerra delle plusvalenze e l’operazione Baldanzi

Il primo vero affare in uscita che vedrà coinvolto (seppur indirettamente) il nuovo ds è la cessione di Tommaso Baldanzi. L’affare con il Genoa, che prevede un prestito con obbligo di riscatto fissato sui 9,5 milioni di euro, deve chiudersi entro il 15 giugno; fino al trenta del mese sarà formalmente Maurizio Lombardo a condurre le trattative, ma la volontà di accelerare i tempi è una precisa direttiva dell’agenda di D’Amico. I 9,5 milioni rappresentano una plusvalenza immediata e sostanziosa, utile a respirare in attesa di operazioni ben più corpose.

Per riequilibrare del tutto i conti entro la fatidica scadenza del trenta giugno, infatti, serviranno sacrifici di ben altro peso. Secondo le ultime ricostruzioni, il principale candidato alla partenza resta Matias Soulé: il Borussia Dortmund preme, la Roma punta a incassare almeno 35 milioni, e l’addio del fantasista argentino è considerato dai piani alti come la soluzione meno dolorosa per non intaccare altri reparti.

La regia occulta nella confusione di fine stagione

In questa fase di transizione, la situazione appare fluida ma non caotica. Da una parte c’è la necessità di onorare la volontà dell’allenatore – Gasperini vuole a tutti i costi Mason Greenwood per l’attacco, e D’Amico è l’uomo che più di ogni altro può realizzare quel desiderio avendo già lavorato con il tecnico a Bergamo – dall’altra si devono incastrare le scadenze dei prestiti e le finestre di mercato. Fino al trenta giugno, come detto, la regia formale resta affidata a Lombardo, ma è inevitabile che il pensiero lungo del nuovo ds condizioni ogni scelta.

Nessuno si aspetta rivoluzioni o colpi di teatro immediati: la linea è quella della continuità e della programmazione, con un occhio sempre puntato a non far saltare il banco sul fronte dei conti. Capitolo Sassuolo, infine: l’addio di Carnevali non prevede grossi ribaltoni interni, con Palmieri che resterà direttore sportivo mentre si cerca una figura manageriale che possa fare da raccordo con la famiglia Squinzi, ma questa è un’altra storia, che non riguarda le mura di Trigoria.

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