Tragedia nel centro di permanenza per il rimpatrio di Roma: un giovane migrante si toglie la vita
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Redazione Interno
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Un giovane migrante di 22 anni, Ousmane Sylla, originario della Guinea, si è tolto la vita nel Centro di Permanenza per il Rimpatrio (Cpr) di Ponte Galeria, a Roma. Il tragico evento ha scatenato una rivolta nel centro.
La tragedia
Ousmane Sylla era stato trasferito a Roma dal centro di Trapani Milo solo dieci giorni prima. La notte della sua morte, ha annodato un lenzuolo al collo e si è impiccato all'inferriata esterna del suo settore nel Cpr. Prima di compiere il gesto estremo, ha lasciato un messaggio scritto in francese su un muro, probabilmente con un mozzicone di sigaretta.
Il messaggio di addio
Nel suo messaggio, Sylla ha espresso il desiderio che il suo corpo fosse riportato in Africa in caso di morte. "Se dovessi mai morire, vorrei che il mio corpo fosse portato in Africa, mia madre ne sarebbe lieta", ha scritto. Queste parole rivelano la disperazione di un giovane che aveva sognato una vita migliore.
La situazione nei Cpr
I Centri di Permanenza per il Rimpatrio sono strutture destinate ai migranti che dovrebbero essere rimpatriati. Tuttavia, spesso mancano gli accordi con i paesi d'origine e i migranti possono rimanere nei centri per anni. La tragedia di Sylla mette in luce le difficili condizioni di vita in questi centri e la disperazione di molti dei loro occupanti.




