Tragedia a Ponte Galeria, suicidio di un giovane migrante scatena disordini

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un tragico evento ha scosso il Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di Roma, a Ponte Galeria. Un ragazzo di appena ventidue anni, Ousmane, si è tolto la vita. La notizia della sua morte ha scatenato disordini all'interno del centro.

La storia di Ousmane

Ousmane era arrivato al Cpr di Ponte Galeria cinque giorni prima, proveniente da Trapani, dove era stato rinchiuso sin dal mese di ottobre, in attesa di identificazione ed espulsione. Con il suo lavoro in Italia, Ousmane sperava di poter mantenere i suoi fratelli più piccoli in Guinea. Tuttavia, è stato fermato e rinchiuso in un Cpr per tre mesi e poi, non essendo riusciti a rimpatriarlo, ancora per altri tre mesi.

Disordini al Cpr di Ponte Galeria

La morte di Ousmane ha scatenato diversi disordini all'interno del Cpr di Ponte Galeria. Una trentina di ospiti del Centro hanno iniziato a tirare pietre contro il personale, tentando poi di sfondare una porta e di incendiare una macchina della polizia.

Una storia di proteste e tragedie

Il Cpr di Ponte Galeria è stato teatro di numerose proteste e tragedie nel corso degli anni. Più di dieci anni fa, una decina di immigrati si cucirono la bocca in segno di protesta contro la permanenza troppo lunga all'interno delle strutture. Da allora, non si contano più i suicidi, le morti sospette, le rivolte e le violenze nel Centro di permanenza per i rimpatri di via Cesare Chiodi, a due passi dalla Fiera di Roma e dall'aeroporto. La morte di Ousmane aggiunge un altro capitolo triste a questa lunga storia.

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