Tragedia nel Cpr di Ponte Galeria: la morte di Ousmane Sylla
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Redazione Interno
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Ousmane Sylla, un giovane di 22 anni, si è suicidato due giorni fa nel Centro di Permanenza per il Rimpatrio (Cpr) di Ponte Galeria. Gaetano Pasqualino, l'avvocato di Sylla, non ha dubbi sulla fragilità psicologica del suo cliente, sottolineando che Sylla era una persona vulnerabile e non idonea alla vita reclusa.
L'indagine
Pasqualino, insieme al pool di avvocati dell'associazione 'Progetto Diritti', ha deciso di indagare a fondo su questa vicenda. Hanno presentato un esposto alla Procura, che ha già avviato un'indagine interna, affiancando il lavoro del primo avvocato del ragazzo, Giuseppe Caradonna.
Gli ultimi momenti di Sylla
Sylla è stato visto vivo per l'ultima volta alle tre di notte del 4 febbraio. Desiderava ardentemente tornare a casa da sua madre e dai suoi fratelli. Poi è avvenuto il suicidio al Cpr di Roma, dove era stato trasferito dal centro di Trapani, in seguito all'incendio di gennaio.
Le vittime invisibili
Sylla è la quattordicesima vittima tra gli "invisibili", coloro che sono morti "di e nel Cpr" negli ultimi cinque anni. Come tutti i migranti trattenuti nei centri, anche Sylla era privo di un documento valido per il soggiorno nel territorio europeo.




