Milano si mobilita per la chiusura dei Cpr
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Redazione Interno
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Migliaia di persone hanno partecipato a Milano a una marcia per chiedere la chiusura dei Centri di Permanenza e Rimpatrio (Cpr). Il corteo era guidato dallo striscione "No Cpr, no lager di Stato né a Milano né altrove né in Libia né in Albania".
La protesta
La protesta è stata caratterizzata da una forte partecipazione. I manifestanti hanno espresso la loro opposizione ai Cpr, strutture che, secondo loro, sono strutturalmente predisposte a creare sofferenza. Nicola Cocco, medico infettivologo e attivista della Rete 'Mai più lager', ha descritto la situazione nei Cpr come una condizione di degrado, sofferenza ed abbandono.
La situazione in Sardegna
Anche in Sardegna si sono registrate proteste contro le condizioni di vita all'interno dei Cpr. Militanti da tutta la regione si sono ritrovati a Macomer per esprimere il loro dissenso. Alcuni migranti, dopo una rivolta che ha reso inagibile una parte dell'edificio, sono stati trasferiti a Roma nel Cpr di Ponte Galeria.
Il corteo a Milano
A Milano, milleduecento manifestanti hanno marciato per tre chilometri da piazza Tricolore al Cpr di via Corelli, chiedendo la chiusura di queste strutture. La manifestazione, pacifica, è stata organizzata dalla rete 'No Cpr, no lager di Stato'. In testa al corteo, lo striscione con le foto di Salvini, Meloni e Piantedosi macchiate di rosso simboleggiava la protesta contro le politiche migratorie attuali.




