Condizioni disumane nel Cpr di via Corelli a Milano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'inchiesta della Procura e della Guardia di Finanza di Milano sul Centro di permanenza per il rimpatrio di via Corelli, gestito da Martinina srl, ha rivelato condizioni detentive disumane all'interno del centro. La struttura è stata chiusa più volte a seguito di rivolte e incendi di protesta.

Le chat e i video acquisiti dagli inquirenti mostrano vermi nel cibo e una totale mancanza di igiene. Un detenuto si è impiccato nelle docce, e non è chiaro se sia vivo o morto, in quanto la polizia penitenziaria non è ancora arrivata.

Un'altra indagine ha rivelato la circolazione di droga all'interno del Cpr. Una ex addetta, che lavorava per la società La Martinina srl, è stata indagata per aver introdotto la droga nascosta negli accendini.

Inoltre, nel Cpr di via Corelli, c'erano migranti gravemente malati considerati "idonei alla vita della comunità ristretta", ma in realtà non sottoposti a visita medica.

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