L'Italia e la sfida della crescita economica nell'era dell'euro
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Redazione Interno
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L'economia italiana è quella con la minore crescita del prodotto per abitante nell'ultimo quarto di secolo nell'area dell'euro. Questa è una delle considerazioni finali del governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta. Il reddito reale disponibile delle famiglie italiane è fermo al 2000, mentre in Francia e in Germania da allora è aumentato di oltre un quinto. Questo evidenzia un declino economico che l'Italia sta affrontando da circa vent'anni.
Il rilancio economico e il protezionismo
Secondo Panetta, non si può parlare di deglobalizzazione in atto, ma non vanno sottovalutate le conseguenze negative di una frammentazione economica e di un ritorno al protezionismo. L'Europa deve migliorare la competitività e rafforzare l'autonomia strategica; si deve ridurre la dipendenza energetica.
L'importanza della cooperazione europea
Condividere, in Europa, le iniziative e i rischi che assistono i progetti necessari, promuovere la realizzazione di beni pubblici comuni - ambiente e sicurezza, ma anche l’introduzione delle nuove tecnologie e le applicazioni dell'Intelligenza artificiale - è essenziale.
La visione di Pier Carlo Padoan
Pier Carlo Padoan, presidente di Unicredit, un passato da capo economista dell’Ocse e ministro dell’Economia, ha ampiamente approvato le considerazioni di Panetta. Secondo Padoan, l'Europa è un grande valore ma va riempito di sostanza e non di propaganda. Serve uno scatto d’orgoglio che ne completi il disegno: va riformata la governance con strumenti fin troppo rimandati, la cui carenza rischia di minacciare la tenuta della stessa Unione.




