Meloni e il caso dei dossier bancari
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Redazione Interno
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Roma, 12 ottobre – Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, ha recentemente affrontato una questione delicata riguardante un presunto caso di dossieraggio bancario, che ha coinvolto un dipendente di Intesa Sanpaolo, Vincenzo Coviello. Durante un'intervista al Tg5, Meloni ha espresso la sua preoccupazione per la situazione, paragonandola a un fenomeno ben noto: quello dei ladri che entrano nelle case, rubano gioielli e li vendono a un ricettatore. Secondo la premier, lo stesso sta accadendo nel mercato delle informazioni.
L'inchiesta della Procura di Bari ha rivelato che Coviello, indagato per 6.600 accessi abusivi ai conti correnti, avrebbe tentato di procurarsi notizie concernenti la sicurezza dello Stato. Nonostante Coviello abbia ammesso di aver agito per curiosità e di non aver veicolato le informazioni acquisite, i file scaricati sono stati eliminati, complicando ulteriormente le indagini. I pm di Bari stanno cercando di recuperare i file dai dispositivi sequestrati e di individuare eventuali mandanti.
Meloni ha sottolineato come la sua vita sia stata passata al setaccio senza che emergesse nulla di compromettente, il che, a suo avviso, spiega perché sia così "dossierata". La premier ha ribadito di non essere ricattabile e di non lasciarsi intimidire da questi episodi, che considera tutt'altro che isolati. La vicenda ha sollevato interrogativi sulla sicurezza delle informazioni personali e sulla protezione dei dati sensibili, evidenziando la necessità di un maggiore controllo e di misure più rigorose per prevenire accessi non autorizzati.
In una lettera inviata al Gruppo Intesa Sanpaolo, Coviello ha chiesto scusa a tutti, spiegando di non aver più tra i suoi ricordi le informazioni riservate illecitamente acquisite.




