Sanità abruzzese in crisi: prevenzione e assistenza territoriale sotto la lente
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Redazione Interno
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I dati recentemente diffusi dal Ministero della Salute, attraverso il monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), hanno acceso i riflettori sulla situazione critica in cui versa il sistema sanitario abruzzese. L’Abruzzo, infatti, non raggiunge la sufficienza in due aree ritenute fondamentali per il corretto funzionamento della sanità pubblica: la prevenzione e l’assistenza territoriale. A sottolinearlo è stato il presidente della Regione, Marco Marsilio, che ha definito i risultati “un campanello d’allarme da non sottovalutare”.
La prevenzione, che rappresenta il primo strumento per ridurre il ricorso agli ospedali e migliorare lo stato di salute della popolazione, mostra carenze significative. Allo stesso modo, l’assistenza territoriale, che dovrebbe garantire una rete di servizi in grado di evitare ricoveri non necessari e alleggerire il carico sui pronto soccorso, non sembra essere all’altezza delle aspettative. Queste criticità, se non affrontate con urgenza, rischiano di compromettere ulteriormente un sistema già sotto pressione.
In un contesto nazionale che vede regioni come il Friuli Venezia Giulia e la Campania primeggiare per qualità dei servizi sanitari, l’Abruzzo appare in netto ritardo. Il Friuli Venezia Giulia, in particolare, ha ottenuto risultati eccellenti in tutte e tre le macro-aree analizzate – prevenzione, assistenza distrettuale e ospedaliera – con punteggi rispettivamente di 81, 81 e 73 su una scala di 100. Anche la Campania, spesso al centro di polemiche per la gestione della sanità, ha superato l’esame dei LEA, dimostrando miglioramenti significativi nelle stesse aree.
Diversa è la situazione in Calabria, che, nonostante alcuni progressi, rimane tra le ultime regioni d’Italia per qualità dei servizi sanitari. Il report del Ministero della Salute evidenzia una sufficienza solo nell’area ospedaliera, mentre prevenzione e assistenza territoriale continuano a presentare criticità. Un quadro che, seppur in miglioramento, richiede interventi strutturali per colmare il divario con le altre regioni.
Tornando all’Abruzzo, la necessità di riforme è evidente. Senza un potenziamento della prevenzione, che passa attraverso campagne di sensibilizzazione e screening accessibili, e senza un rafforzamento dell’assistenza territoriale, che includa un maggiore sostegno ai medici di base e ai servizi di prossimità, il rischio è quello di un ulteriore deterioramento del sistema. I dati, del resto, parlano chiaro: se non si interviene tempestivamente, le conseguenze potrebbero ricadere direttamente sui cittadini, con tempi di attesa più lunghi e servizi meno efficienti.




