Naufragio del veliero Bayesian: tre indagati per omicidio colposo
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Redazione Interno
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Il naufragio del veliero britannico Bayesian, avvenuto il 19 agosto al largo delle coste palermitane, ha portato all'iscrizione di tre membri dell'equipaggio nel registro degli indagati per naufragio colposo e omicidio colposo plurimo. L'incidente ha causato la morte di sette persone, tra cui il magnate inglese Mike Lynch e sua figlia diciottenne Hannah Lynch.
L'inchiesta e gli indagati
La Procura di Termini Imerese, guidata da Ambrogio Cartosio, ha avviato un'inchiesta per far luce sulle cause del disastro. Il comandante del veliero, James Cutfield, è stato il primo a essere indagato e ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere durante l'interrogatorio. Successivamente, altri due membri dell'equipaggio sono stati iscritti nel registro degli indagati: l'ufficiale di macchina Tim Parker Eaton e il marinaio inglese Matthew Griffiths.
Le accuse
Tim Parker Eaton, 56 anni, è accusato di non aver attivato il sistema di chiusura dei portelloni della sala macchine, permettendo all'acqua di invadere la sala quando lo yacht ha iniziato a scarrocciare a causa di un downburst. Matthew Griffiths, 22 anni, era di guardia in plancia al momento dell'affondamento e dovrà spiegare le sue azioni durante la tempesta.
Le conseguenze
Il comandante Cutfield ha ricevuto una copia del passaporto perduto nel naufragio e si appresta a lasciare l'Italia per tornare a Palma di Maiorca, insieme al resto dell'equipaggio. Tuttavia, le indagini continuano e i tre indagati dovranno rispondere delle accuse di naufragio colposo e omicidio colposo plurimo.
Il contesto
Il naufragio del Bayesian ha scosso profondamente la comunità locale e internazionale, sollevando interrogativi sulla sicurezza delle imbarcazioni di lusso e sulle responsabilità degli equipaggi in situazioni di emergenza. Le indagini della Procura di Termini Imerese mirano a chiarire le dinamiche dell'incidente e a individuare eventuali negligenze che hanno portato alla tragedia.




