Famiglia nel bosco, il padre firma per la nuova casa ma non ci andrà senza i figli
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Redazione Interno
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La firma sul contratto è arrivata, una scrittura secca e formale che sancisce la concessione in comodato gratuito di un alloggio comunale a Palmoli, e con quella firma – un gesto amministrativo che sembrava lontano mesi fa, quando la vicenda irruppe sulle cronache nazionali – Nathan ha ricevuto le chiavi di una casa che, almeno per ora, resterà vuota. L’uomo, che insieme alla moglie Catherine e ai tre bambini aveva scelto una vita ai margini, in un casolare immerso nel bosco senza servizi di base, ha accettato l’immobile messo a disposizione dal comune per due anni, ma con una condizione precisa, ribadita a chiare lettere: «Andrò ad abitarci solo dopo il ricongiungimento, non vado da solo senza la mia famiglia». Per adesso, dunque, lui continua a vivere nel vecchio rifugio, tra animali e orto, mentre i tre figli minori restano ancora in una comunità protetta di Vasto, in provincia di Chieti, dove sono stati collocati il 20 novembre scorso.
Una Pasqua ancora divisa, il ruolo del padre e la madre esclusa
La domanda, posta dalla ministra per la Famiglia Eugenia Roccella su Facebook, è esplicita e non lascia spazio a fraintendimenti: anche a Pasqua i piccoli Trevallion non potranno vedere la loro mamma, che starà lontana dai suoi bambini. Restano in casa famiglia e potranno incontrare solo il papà. «È vero tutto questo? Anche a Pasqua una famiglia smembrata, separazione e disgregazione, un trauma che si ripete ormai da troppo tempo?», scrive la titolare del dicastero, riprendendo un articolo de Il Centro. La dinamica ripropone quella già vista a dicembre, quando però i ruoli si invertirono: fu la madre a trascorrere del tempo con i figli, mentre Nathan li vide per appena un’ora. Stavolta, domenica 5 aprile, sarà lui a poterli incontrare nella struttura che li ospita; Catherine, invece, resterà sola a Palmoli, nel casolare che fu di tutta la famiglia, senza poter partecipare a quel poco di convivialità pasquale che i minori potranno vivere.
La nuova casa come strumento giudiziario, non ancora una soluzione abitativa
Il contratto di comodato gratuito, della durata massima di due anni, è stato presentato come un primo passo concreto verso il ricongiungimento. Un mazzo di chiavi consegnato ieri mattina, dopo che Nathan ha varcato la soglia del palazzo municipale di Palmoli, ha dato forma a una speranza che gli assistenti sociali e il tribunale per i minorenni seguono con cautela. L’immobile, di proprietà comunale, è destinato a finalità sociali e dovrebbe rappresentare il luogo in cui la famiglia potrà ricostruire una vita normale, lontana dalle condizioni estreme del bosco che avevano portato all’allontanamento dei bambini. Ma senza la presenza dei figli, e senza il consenso della madre a trasferirsi – Catherine, per sua volontà, rimane per ora nella vecchia abitazione – l’appartamento resta un involucro vuoto, una promessa architettonica senza abitanti.
La cronaca giudiziaria e il peso delle separazioni prolungate
La vicenda, seguita dagli uffici di tutela minori della provincia di Chieti, ha assunto i contorni di un caso giudiziario complesso, dove il diritto alla genitorialità si scontra con le valutazioni sulle condizioni di vita dei tre piccoli. L’allontanamento, disposto a novembre, era stato motivato dall’isolamento e dalla mancanza di igiene e istruzione adeguate nel casolare di Palmoli. Da allora, i bambini vivono in una struttura protetta a Vasto, lontani dal bosco e dalla routine che i genitori avevano scelto. L’incontro pasquale con il padre rappresenta una finestra temporale, un permesso concesso dall’autorità giudiziaria che non cancella il fatto che la madre, in questo frangente, ne resterà esclusa. Non ci sono ordinanze che impediscano a Catherine di vedere i figli in assoluto, ma nella specifica organizzazione della festività religiosa – così come era accaduto a Natale al contrario – i tempi e le modalità vengono decisi dai servizi sociali. La firma per la casa gratuita, insomma, non ha scalfito l’impalcatura della separazione. E il padre, fedele alla sua dichiarazione, continua a spaccare legna e curare l’orto in attesa di un ricongiungimento che, per ora, esiste solo sulla carta.




