Matteo Salvini annuncia che andrà dalla famiglia nel bosco: “Disgustato, voglio riunirla”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il caso della cosiddetta “famiglia nel bosco” assume una torsione politica e personale di primo piano con l’annuncio, arrivato direttamente dai canali social del vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, di una visita sul posto programmata per la prossima settimana. La vicenda, che ha già visto l’allontanamento della madre, Catherine Birmingham, dai suoi tre figli su disposizione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, continua a sollevare un polverone di polemiche e interrogativi sulle procedure adottate dai servizi sociali e dalla magistratura minorile. Salvini, in un videomessaggio diffuso nella giornata di oggi, ha voluto precisare che il suo non sarà un atto istituzionale, bensì una mossa dettata dal ruolo primario di genitore, da “papà”, come ha tenuto a sottolineare, usando un tono che mira a creare un’immediata vicinanza con la coppia di origine anglo-australiana e con quanti, in queste ore, stanno manifestando solidarietà davanti alla struttura che ospita i minori.

La determinazione di un padre e la critica allo Stato

Le parole del leader leghista sono parse tutt’altro che misurate: ha parlato di “violenza istituzionalizzata” e di un profondo disgusto per come è stata gestita la separazione, avvenuta venerdì sera tra le “urla strazianti dei bambini”, come riferito dalla legale della coppia, l’avvocata Danila Solinas. Salvini ha ripercorso i tentativi fin qui messi in atto – ricorsi, ispezioni ministeriali, petizioni – per poi concludere che nulla è servito a evitare quello che definisce un peggioramento della situazione. “Cosa rimane da fare? Andarci”, ha dichiarato, annunciando che si presenterà accompagnato da un team di avvocati con l’obiettivo dichiarato e quasi ostinato di parlare con tutti gli attori coinvolti: dai genitori agli operatori della casa famiglia, passando per magistrati e psicologi. L’obiettivo, ha ribadito senza mezzi termini, è uno soltanto: “riunire quella famiglia, far tornare a casa quei tre bambini”.

La notte della separazione e il racconto della difesa

La cronaca di quanto accaduto poche ore prima dell’annuncio di Salvini restituisce la drammaticità del momento. Catherine Birmingham, la madre, è stata costretta a lasciare la casa famiglia di Vasto dove dal 20 novembre scorso viveva con i figli. La decisione del Tribunale, che ha disposto il trasferimento dei minori in un’altra località protetta senza la presenza della madre, è stata eseguita nonostante, a detta della difesa, i bambini manifestassero tutto il loro dolore. “L’assistente sociale ha preteso che venisse cacciata la mamma nonostante le urla strazianti dei bambini”, ha raccontato l’avvocata Solinas uscendo dalla struttura, parole che dipingono una scena di forte tensione e che hanno fatto il giro dei media, alimentando la protesta. La donna è poi risalita sull’auto del marito, Nathan Trevallion, allontanandosi in silenzio, mentre già in molti si radunavano per una fiaccolata di sostegno.

La mobilitazione e le voci dalle istituzioni

Di fronte alla struttura di Vasto, la mobilitazione è cresciuta ora dopo ora. Un sit-in, organizzato da comitati e associazioni, ha visto decine di persone stringersi attorno alla vicenda, con cartelli e striscioni sui quali campeggiava la scritta “Giù le mani dai bambini”. Non sono mancati doni e giocattoli lasciati per i piccoli, in un gesto di vicinanza che trascende la mera polemica politica. Ma è sul piano istituzionale che il caso sta provocando le scosse pi forti. La ministra per la Famiglia, Eugenia Roccella, è intervenuta senza mezzi termini, definendo l’allontanamento dalla madre “una misura estrema” e chiedendo di fatto la sospensione del provvedimento per valutarne prima le conseguenze sui bambini. L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha formalmente richiesto di bloccare il trasferimento, parlando di un “ulteriore trauma” inflitto ai minori. La premier Giorgia Meloni, dal canto suo, aveva già espresso parole durissime contro la magistratura, ribadendo il concetto che “i figli non sono dello Stato”. In questo clima incandescente, l’annuncio di Salvini rappresenta un’ulteriore, potente accelerazione, che sposta il baricentro della vicenda dalla cronaca giudiziaria a un vero e proprio caso politico e istituzionale, con il governo che si prepara a scendere in campo in prima persona.

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