Trump salva Big Tech dai dazi e allenta la pressione sulla Cina

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Redazione Economia Redazione Economia   -   In una svolta che ridisegna i contorni della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, l’amministrazione Trump ha deciso di esentare smartphone, semiconduttori e computer dai dazi reciproci, in quella che appare come una parziale retromarcia dopo settimane di escalation. La mossa, annunciata venerdì sera dalla U.S. Customs and Border Protection, riguarda quasi due dozzine di categorie di prodotti e rappresenta un chiaro segnale di allentamento delle tensioni, sebbene non sia ancora chiaro se si tratti di una tregua temporanea o dell’inizio di un negoziato più ampio.

A beneficiarne, in primo luogo, sono le grandi aziende tecnologiche americane – da Apple a Microsoft, passando per i colossi dei chip – che avevano visto sfumare miliardi di dollari in valore di mercato dopo l’imposizione delle tariffe. «I colossi hanno parlato e la Casa Bianca ha fatto la mossa giusto al momento giusto», ha scritto l’analista Daniel Ives su X, evidenziando come la decisione abbia immediatamente rasserenato gli investitori. Del resto, le cosiddette "magnifiche 7" della Silicon Valley, che pure avevano sostenuto Trump fin dal suo insediamento, avevano perso complessivamente 1.800 miliardi di capitalizzazione in poche settimane, travolte dall’incertezza dei mercati.

Il dietrofront arriva pochi giorni dopo l’introduzione, da parte di Pechino, di un dazio del 125% su tutti i prodotti statunitensi, risposta diretta alla stretta del 145% voluta dal tycoon. Una spirale che, se non interrotta, rischiava di far lievitare i prezzi al consumo e di rallentare ulteriormente un’economia già in affanno. L’esenzione, tuttavia, non cancella le tensioni: restano in vigore le tariffe su migliaia di altri beni, mentre la Cina mantiene la sua posizione dura sul fronte tecnologico, accusando Washington di voler soffocare la sua crescita industriale.

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