Femminicidi, una realtà che non possiamo ignorare
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Redazione Interno
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Rosa D'Ascenzo, settantenne, è stata portata in ospedale già priva di vita dal marito, il quale ha raccontato che la donna si era sentita male ed era caduta dalle scale. Tuttavia, i medici non hanno creduto alla sua versione dei fatti e l'uomo è stato arrestato con l'accusa di averla uccisa utilizzando una padella presa dalla cucina. Descritto come dispotico e violento, con una personalità inquietante, viveva in totale isolamento dal resto del mondo, litigando spesso con la moglie e impedendole di uscire di casa.
Il 19 novembre sono stati resi noti i numeri relativi alle donne morte per violenza subita, durante la presentazione della campagna di sensibilizzazione #nessunascusacontro la violenza di genere, presso la Luiss di Roma, dal ministro dell'Interno Piantedosi. Secondo l'XI Rapporto Eures sul fenomeno, sono 99 le donne uccise in Italia tra il 1 gennaio e il 18 novembre 2024. Lella Palladino, vice presidente della Fondazione Una Nessuna Centomila, ha sottolineato come la situazione delle donne stia peggiorando e come il paese non sia cambiato.
I dati sui femminicidi raccontano di una società che non evolve: c'è bisogno di farsi sentire. La risposta è arrivata e chi doveva sentirla, se vuole, l'ha sentita. In migliaia l'hanno cantata, gridata, manifestata. Tra striscioni colorati e nessun ferito a fine corsa, la risposta, un passo dopo l'altro, un piede accanto all'altro, è sfilata a suon di musica e poi si è alzata, in un acuto liberatorio: il patriarcato c'è, esiste e va debellato. Male endemico ma non figlio di questi soli tempi, è mutevole con loro.
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