Flotilla per Gaza intercettata da Israele: spari sulle barche, fermati 29 italiani
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Redazione Interno
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La Flotilla per Gaza è stata intercettata dalla marina israeliana mentre le 54 imbarcazioni partite dalla Turchia cercavano di raggiungere la Striscia. Sul tracker della Global Sumud Flotilla, che aggiornava in tempo reale la posizione delle barche, nel corso della giornata sono comparsi soltanto pallini rossi, uno dopo l’altro, a indicare l’intervento delle forze israeliane. Le ultime immagini diffuse prima dell’interruzione dei contatti mostrano gommoni Zodiac con soldati armati avvicinarsi ai natanti, mentre gli equipaggi indossano i giubbotti di salvataggio e tengono le mani alzate. Poco dopo, le comunicazioni si sono interrotte.
Secondo quanto riferito dalla Global Sumud Flotilla, durante le operazioni di abbordaggio l’esercito israeliano avrebbe sparato contro sei imbarcazioni della missione diretta a Gaza. Tra queste c’era anche la nave italiana Girolama. Nei video registrati dalle telecamere di bordo si vede un militare puntare l’arma verso la barca, poi si sentono i colpi e le urla dell’equipaggio che si getta a terra gridando di non sparare. Le immagini si interrompono poco dopo, mentre proseguono le operazioni delle forze israeliane sulle imbarcazioni rimaste in mare.
I 29 italiani fermati durante la missione verso Gaza
Tra le persone fermate dalle autorità israeliane ci sono 29 italiani presenti sulle navi della Global Sumud Flotilla. Il gruppo è composto da figure molto diverse tra loro: attivisti, politici, medici, giornalisti e operai. A bordo del peschereccio Kasri Sadabat si trovavano l’inviato del Fatto Alessandro Mantovani, il deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto e l’attivista trentino Ruggero Zeni, 69 anni. Carotenuto è l’unico parlamentare presente nella spedizione e si era unito alla missione durante la tappa in Turchia.
Le testimonianze raccolte prima dell’interruzione dei contatti raccontano momenti di forte tensione durante gli abbordaggi. Le immagini diffuse dalle stesse imbarcazioni mostrano equipaggi sdraiati sul ponte o rannicchiati a terra mentre i soldati israeliani salgono a bordo. In diversi casi vengono ripresi i fasci di luce puntati contro le barche e le urla provenienti dagli equipaggi. La Global Sumud Flotilla sostiene che le operazioni abbiano coinvolto tutte le imbarcazioni partite dalla Turchia e che nessuna sia riuscita a proseguire verso Gaza.
Le reazioni politiche dopo il raid contro la Flotilla
L’intervento israeliano contro la Flotilla per Gaza ha provocato reazioni immediate da parte delle opposizioni italiane. Dopo il raid finale contro le dieci imbarcazioni che erano riuscite inizialmente a sfuggire all’operazione del giorno precedente, diversi esponenti politici hanno parlato di “atto inammissibile”, “sequestro illegale” ed “ennesimo attacco gravissimo”. Le richieste rivolte al governo italiano riguardano l’adozione di misure concrete e di sanzioni nei confronti dell’esecutivo guidato da Benjamin Netanyahu.
Le critiche si concentrano soprattutto sull’uso delle armi durante gli abbordaggi e sulla presenza di cittadini italiani tra i fermati. Le opposizioni accusano il governo di essersi limitato a dichiarazioni considerate insufficienti rispetto a quanto accaduto nel Mediterraneo orientale. Al centro delle contestazioni ci sono anche i video diffusi dalle imbarcazioni, che mostrano le fasi più concitate dell’operazione militare israeliana e l’intervento delle forze speciali contro le navi dirette verso Gaza.




