Flotilla intercettata da Israele, Salvetti scrive a Tajani

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   La Flotilla diretta verso Gaza intercettata dalle forze israeliane ha spinto il sindaco di Livorno Luca Salvetti a intervenire ufficialmente presso le istituzioni nazionali dopo il fermo degli attivisti e le proteste dei giorni scorsi. Il primo cittadino aveva già annunciato una presa di posizione subito dopo il blocco delle imbarcazioni e le manifestazioni organizzate lunedì, confermando l’intenzione di attivarsi nei confronti del governo italiano. Nella giornata di oggi sono così partite due lettere ufficiali: una indirizzata al prefetto Giancarlo Dionisi e una al ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani. L’iniziativa arriva mentre cresce l’attenzione sul destino degli attivisti fermati durante l’operazione israeliana contro la missione navale umanitaria.

Le lettere inviate dal sindaco dopo il blocco della Flotilla

La decisione del sindaco Salvetti si inserisce in un contesto segnato dalle tensioni seguite all’intercettazione della Global Sumud Flotilla nelle acque internazionali vicino a Cipro. Secondo quanto comunicato da Israele, tutte le imbarcazioni sarebbero state bloccate e 430 attivisti sarebbero stati fermati. Le lettere inviate al prefetto Dionisi e al ministro Tajani rappresentano il passaggio formale annunciato dal Comune dopo le manifestazioni svolte nei giorni precedenti. Al centro dell’attenzione ci sono soprattutto gli attivisti coinvolti nella missione e le richieste di chiarimento sulle loro condizioni dopo il trasferimento nel porto israeliano di Ashdod.

Le immagini diffuse mostrano due navi da guerra entrare nel porto di Ashdod con a bordo gli attivisti stranieri arrestati durante l’operazione. Israele sostiene di avere bloccato completamente la missione navale, mentre tra i fermati cresce la protesta. Secondo le informazioni diffuse dagli stessi attivisti, ottantasette persone avrebbero iniziato uno sciopero della fame denunciando quello che definiscono un “rapimento in acque internazionali”. Nei messaggi rilanciati dopo il fermo viene chiesto il rilascio di tutti gli arrestati e un intervento dei governi internazionali contro quella che viene descritta come un’azione di “pirateria”.

Le accuse degli attivisti dopo il fermo nel porto di Ashdod

Tra le voci rilanciate nelle ultime ore c’è quella di Tony La Piccirella, veterano delle flotille e membro del comitato direttivo della Global Sumud. L’attivista ha parlato di “abusi e violenza” durante la detenzione, sostenendo che “non esiste più una linea rossa” e denunciando una continua escalation. La Piccirella è stato intercettato per tre volte mentre tentava di raggiungere la Striscia di Gaza con missioni navali umanitarie e in due occasioni sarebbe stato fermato dalle autorità israeliane. Le sue dichiarazioni si aggiungono alle denunce arrivate dagli altri partecipanti alla missione dopo il trasferimento nel porto israeliano.

La vicenda continua intanto ad avere ripercussioni anche sul piano politico e istituzionale in Italia. Le iniziative annunciate dal sindaco di Livorno si collegano direttamente alla presenza di attivisti italiani coinvolti nella Flotilla e alle richieste di chiarimento avanzate dopo l’intervento delle forze israeliane. Il blocco delle imbarcazioni vicino a Cipro e il successivo arrivo ad Ashdod hanno alimentato nuove proteste e prese di posizione, mentre resta alta l’attenzione sulle condizioni dei fermati e sulle richieste di rilascio avanzate dagli attivisti ancora trattenuti dopo l’operazione militare.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.