Italbasket, ora la seconda fase: azzurri nel girone J con Turchia e Serbia
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Redazione Sport
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La vittoria di ieri sera contro la Lituania, impreziosita da una prestazione maiuscola di Nico Mannion e dal lavoro corale di una squadra che ha trovato continuità nei risultati, ha regalato all'Italbasket la vetta del Girone D con un record di 5 vittorie e una sola sconfitta. Un percorso netto, se si esclude il ko iniziale contro l'Islanda a Tortona, che ora proietta gli azzurri verso un tabellone di qualificazione decisamente più insidioso, quello della seconda fase, dove si confronteranno con le migliori del gruppo J.
La classifica finale della prima fase, che vede la Gran Bretagna eliminata con un magro bottino di una vittoria e cinque sconfitte, ha definito un quadro chiaro: alle spalle degli uomini di coach Ramondino si sono classificate Islanda e Lituania, entrambe con tre successi e tre passi falsi, ma è sulla carta la Turchia, reduce da un percorso netto di 6-0, a rappresentare l'avversario più temibile.
L'ingresso nella seconda fase, che come da regolamento si gioca a gironi incrociati portando con sé i risultati ottenuti contro le qualificate del proprio raggruppamento, vede dunque l'Italia partire virtualmente al secondo posto. La Turchia, con il suo ruolino di marcia immacolato, comanda la classifica del Girone J, mentre gli azzurri inseguono con un bagaglio di cinque vittorie, un solo ko e la consapevolezza di aver già regolato nel doppio confronto diretto proprio la Lituania.
Dietro al duo di testa, la situazione è estremamente equilibrata: Serbia (4-2) e la Lituania stessa (3-3) rappresentano le principali minacce per un piazzamento utile, affiancate da Islanda (3-3) e Bosnia Erzegovina (2-4), tutte in lotta per accaparrarsi uno dei tre posti disponibili che garantirebbero il biglietto per la fase finale del Mondiale di Doha 2027.
La marcia degli azzurri e il peso della vittoria su Lituania
I cinque successi consecutivi maturati dopo l'amaro esordio contro l'Islanda hanno disegnato una curva di crescita costante per questa Italbasket, che ha saputo trasformare un momento di difficoltà iniziale in un carburante per la rincorsa alla vetta. La vittoria interna con la Lituania ha confermato non solo la solidità mentale del gruppo, ma anche l'efficacia di un sistema di gioco che, come sottolineato dallo stesso Ramondino, ha trovato nel sacrificio difensivo il suo principale punto di forza.
La presenza di elementi come Nicola Akele, che hanno assicurato energia e centimetri nei momenti cruciali, si è rivelata determinante per scardinare le resistenze di una nazionale baltica storicamente ostica per l'Italia, con un finale punto a punto che ha premiato la maggior lucidità dei padroni di casa.
Il commissario tecnico Luca Banchi, assente per motivi familiari in questa finestra di qualificazione, ha ceduto il timone a Marco Ramondino, il quale ha raccolto un testimone pesante trasformandolo in un'opportunità, come dimostrano il record personale di due vittorie su due in gare ufficiali e l'impressione generale di una squadra che non ha perso la sua identità nonostante il cambio in panchina.
L'exploit di Nico Mannion, che ha messo in mostra una delle sue versioni più brillanti in termini di leadership e realizzazione, ha trascinato il reparto esterni, mentre la solidità dei lunghi ha garantito quel bilanciamento necessario per affrontare le fisicità diverse incontrate nel girone. Questi elementi, sommati alla capacità di ribaltare un momento negativo come la sconfitta iniziale, hanno gettato le basi per un cammino che ora si presenta carico di insidie ma anche di grandi possibilità.
Il Girone J: avversari e valori in campo
Guardando agli incroci che attendono l'Italbasket nella seconda fase, il quadro che emerge è quello di un girone di ferro, dove ogni partita avrà un peso specifico considerevole per la qualificazione alla rassegna iridata in Qatar. La Turchia, con il suo record perfetto, si presenta come la corazzata del gruppo, forte di un organico profondo e di una tradizione cestistica che la pone sempre tra le favorite per il passaggio del turno.
La Serbia, con quattro vittorie e due sconfitte, è un'altra candidata di primissimo piano, potendo contare su un serbatoio di talento tra i più vasti d'Europa e su una tradizione tattica che richiede massima concentrazione per essere contrastata. La Lituania, nonostante i tre ko subiti, rimane un avversario ostico, specialmente in partite secche dove la sua fisicità sotto i tabelloni può fare la differenza.
L'Islanda, che ha già dimostrato di poter mettere in difficoltà l'Italia nella gara d'esordio, e la Bosnia Erzegovina rappresentano le incognite del girone, capaci di impensierire chiunque e di strappare punti pesanti in trasferta. Per l'Italia, il vantaggio di aver già archiviato con successo gli scontri diretti con Lituania e Islanda rappresenta un capitale importante da gestire, ma i margini di errore si assottigliano considerevolmente.
Ogni match sarà una battaglia per accumulare quei mattoncini necessari a costruire la qualificazione, con la consapevolezza che il livello di competitività si alza in maniera esponenziale rispetto alla prima fase. La capacità di mantenere alto il ritmo e di gestire la pressione dei momenti decisivi sarà la chiave per ripetere le prestazioni convincenti già viste e per ritagliarsi un posto tra le nazionali che parteciperanno al Mondiale del prossimo anno.




