Pogacar vince anche sui Vosgi, poker al Tour. Seixas sorprende e conquista la maglia bianca
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Redazione Sport
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Nuovo appuntamento con Bike Today per analizzare la quattordicesima tappa del Tour de France 2026, quella che con l’arrivo delle vere salite alla Grande Boucle ha cambiato il terreno di gioco ma non il suo dominatore assoluto. Se c’era chi sperava in una svolta, magari in un cedimento o in una giornata no del fuoriclasse sloveno, be’, si è dovuto ricredere. A Le Markstein, nel massiccio dei Vosgi al confine con la Germania, è andata in scena l’ennesima dimostrazione di forza di Tadej Pogačar, il quale, con un attacco fulmineo a 1.
800 metri dal Gpm del Col du Haag, a soli 7,8 chilometri dal traguardo, ha letteralmente chiuso i giochi, involandosi in solitaria verso il quarto successo in questa edizione della corsa più importante del mondo.
Un dominio che non stupisce più, ma che lascia senza fiato
La cosa curiosa, riflettendo sulle gesta del Campione del Mondo, è che ormai non ci stupiamo più. Qualsiasi impresa realizzi, la consideriamo normale, alla sua portata, quasi fosse un semplice allenamento domenicale. Altri campioni del passato, come il suo grande rivale nella storia, il mitico Eddy Merckx, ogni tanto perdevano, o arrivavano al traguardo stravolti, con la faccia sul manubrio e i capelli incollati alla fronte, una vera e propria maschera di fatica.
Pogačar, invece, sembra giocare con le montagne, come ha dimostrato anche oggi sui Vosgi, dove ha impartito l’ennesima lezione di ciclismo ai suoi avversari. Dopo le imprese sui Pirenei tra Les Angles e Gavarnie-Gèdre, dove ha domato il Tourmalet, e dopo aver primeggiato con disinvoltura sul Massiccio Centrale festeggiando a Le Lioran, il fenomeno sloveno ha allungato la sua striscia vincente anche sul territorio francese al confine con la Germania, mettendo in seria discussione i record di vittorie parziali.
La tappa dei Vosgi e lo scatto decisivo
La quattordicesima tappa era attesa come un primo vero banco di prova per gli uomini di classifica, e il copione non ha tradito le aspettative, sebbene il finale sia stato a senso unico. Pogačar ha scelto il momento più duro del sempre esigente Col du Haag per piazzare il suo attacco, uno scatto secco che ha lasciato sul posto i diretti concorrenti.
Dietro di lui, a testimoniare la potenza della UAE Emirates, è arrivato il compagno di squadra Del Toro, che ha preceduto un sorprendente Seixas di 38 secondi; più staccati, a 44 secondi, Jonas Vingegaard, a 48 secondi Remco Evenepoel, mentre Ayuso e Lipowitz hanno chiuso a 50 secondi di ritardo. Una progressione che ha ribadito la superiorità schiacciante della squadra emiratina, capace di piazzare due uomini sul podio di tappa e di gestire la corsa con una padronanza assoluta.
Classifica generale e la sorpresa Seixas
In classifica, l’allungo di Pogačar è stato implacabile, e il divario con gli inseguitori si fa sempre più pesante. Lo sloveno ora vanta un vantaggio di 4 minuti e 30 secondi su Vingegaard, mentre Evenepoel scivola a 5 minuti e 4 secondi. Ma la vera nota positiva di questa frazione, al di là del poker del campione, è rappresentata da Seixas, che con questo piazzamento d’eccezione è riuscito a conquistare la maglia bianca di miglior giovane, scalzando Ayuso e portandosi al quarto posto della generale a 5 minuti e 19 secondi, con lo spagnolo Ayuso che segue a 5 minuti e 22 secondi.
Una performance che lascia ben sperare per il futuro, dimostrando che il ricambio generazionale nel ciclismo è già in atto, anche se al momento l’ombra del fuoriclasse sloveno è ancora troppo lunga per chiunque.




