Pogacar, poker sui Vosgi e maglia gialla blindata: del Toro e Seixas completano il podio di giornata

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La quattordicesima tappa del Tour de France 2026, la Mulhouse-Le Markstein di 155,3 km attraverso il massiccio dei Vosgi, sembrava scritta apposta per offrire un copione già visto, e così è stato; eppure, nonostante la prevedibilità dell'epilogo, lo spettacolo offerto dal fenomeno sloveno Tadej Pogacar ha saputo conquistare ancora una volta il pubblico, con migliaia di tifosi che hanno incorniciato le strette strade di montagna verso il traguardo di Le Markstein, creando un'atmosfera resa indimenticabile anche dal meteo variabile, con improvvise schiarite alternate a rovesci che hanno reso la sfida ancora più epica.

Proprio come accaduto nelle precedenti frazioni sui Pirenei e sul Massiccio Centrale, il Campione del Mondo in maglia gialla ha atteso il momento più adatto per piazzare l'accelerazione fatale, scegliendo le asperità del Col du Haag, una salita inedita di prima categoria lunga 11,2 km con una pendenza media del 7,3% e punte fino al 13%, per fare il vuoto intorno a sé; il suo scatto, avvenuto a 1,5 km dalla vetta, ha lasciato sul posto tutti gli avversari, permettendogli di involarsi in solitaria verso il traguardo e conquistare così la sua venticinquesima vittoria di tappa al Tour, la quarta in questa edizione.

La doppietta UAE e l'impresa di Seixas

Alle spalle del fuoriclasse, la volata per le posizioni di prestigio ha regalato emozioni e colpi di scena che hanno ridisegnato la classifica generale; il compagno di squadra Isaac Del Toro, dopo un lavoro certosino di regia, ha conquistato il secondo posto tagliando il traguardo a 38 secondi, regalando alla UAE Team Emirates una doppietta di giornata che conferma la superiorità della squadra in questo Tour; alle sue spalle, a completare il podio, si è piazzato il diciannovenne francese Paul Seixas, autore di una prestazione straordinaria che ha entusiasmato il pubblico di casa, precedendo il danese Jonas Vingegaard, giunto quarto a 44 secondi, e il belga Remco Evenepoel, quinto a 48 secondi.

La terza posizione conquistata da Seixas, accompagnata dai secondi di abbuono, gli ha permesso di compiere un balzo clamoroso in classifica, scalando fino alla quarta posizione assoluta e, cosa ancora più significativa, di strappare la maglia bianca di miglior giovane allo spagnolo Juan Ayuso, che ora si ritrova quinto a 5'22", staccato di appena tre secondi dal francese; l'exploit del giovane talento transalpino, alla sua prima partecipazione alla Grande Boucle, ha ridisegnato le gerarchie della corsa, rendendo la lotta per il podio finale, ormai l'unico vero obiettivo vista la schiacciante superiorità di Pogacar, più incerta e avvincente che mai.

La classifica generale dopo la quattordicesima tappa

Con questa ennesima dimostrazione di forza, Tadej Pogacar ha allungato ulteriormente il suo vantaggio in classifica generale, consolidando una leadership che appare ormai inattaccabile; lo sloveno guida la corsa con un margine di 4'30" su Jonas Vingegaard, che non è riuscito a reggere il ritmo del rivale sull'ascesa finale, e di 5'04" su Remco Evenepoel, apparso in difficoltà e scattato solo nel finale per limitare i danni.

Il giovane Seixas, con il suo quarto posto a 5'19", è ora il vero trascinatore della classifica dei giovani e minaccia da vicino il terzo gradino del podio, occupato da Evenepoel, mentre Ayuso e Lipowitz completano la top six, con distacchi che testimoniano la netta supremazia espressa dal Campione del Mondo in questa edizione del Tour. il percorso, che presentava quattro salite con un dislivello complessivo di 3. 800 metri, è stato dominato dalla squadra UAE che ha controllato la corsa sin dalle prime battute, annullando i tentativi di fuga dei vari gruppi; dopo le prime fughe, sul Col du Haag la corsa si è accesa con l'attacco di Vingegaard, prontamente seguito da Pogacar che, dopo aver ripreso l'ecuadoriano Richard Carapaz, ha sferrato il suo inarrestabile attacco, chiudendo di fatto i giochi per la tappa e ipotecando la conquista della quinta maglia gialla della sua carriera, impresa che lo avvicinerebbe ai grandi campioni del passato come Eddy Merckx, Bernard Hinault e Miguel Indurain.

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