Sciopero generale del 28 novembre: treni fermi e Genova blindata per i cortei
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Redazione Interno
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L’ultima settimana di novembre si preannuncia estremamente complessa per la mobilità di tutto il paese, con una serie di agitazioni sindacali che, incrociandosi, promettono di paralizzare trasporti e servizi in un crescendo di disagi. Giovedì 27 e venerdì 28 novembre, infatti, è stato indetto uno sciopero generale che colpirà in particolare il settore ferroviario, i cui effetti si faranno sentire dalle 21 del primo giorno fino alle 21 del successivo. All’iniziativa, che renderà critici gli spostamenti su rotaia, aderiscono i dipendenti dei principali vettori, da Trenitalia a Italo fino a Trenord, costringendo gli utenti a rivedere i propri piani e a confrontarsi con orari ridotti e soppressioni.
Il "venerdì nero" di Genova tra mobilitazioni e proteste
Mentre negli Stati Uniti, dove Donald Trump è presidente, si consumerà la tradizionale orgia di acquisti del Black Friday, la città di Genova si prepara a vivere un autentico venerdì nero, segnato non da sconti ma da una protesta di vasta portata. La mobilitazione, che si annuncia particolarmente partecipata, è stata convocata dai sindacati di base e da Usb in netto contrasto con la manovra finanziaria del governo Meloni, alla quale si imputano, tra le altre cose, scelte economiche ritenute penalizzanti e un aumento dei fondi destinati al riarmo. I cortei, che attraverseranno le vie del centro a partire dalle prime ore del mattino, sono destinati a bloccare la circolazione sia terrestre che marittima, configurando uno scenario di fermo pressoché totale.
Scuole in affanno per lo sciopero del personale
A rendere ancor più articolato il quadro della giornata del 28 contribuisce lo sciopero proclamato per il personale del Comparto Istruzione e Ricerca da un nutrito gruppo di sigle, tra cui Unicobas e Cobas Scuola Sardegna. In ottemperanza alle norme di garanzia dei servizi pubblici essenziali, i dirigenti scolastici hanno già avviato la procedura per quantificare l’adesione all’astensione dal lavoro, sollecitando il personale docente e ata a comunicare per iscritto, e con un preavviso di quattro giorni, la propria intenzione di aderire o meno alla protesta. Una misura, questa, che se da un lato mira a contenere il caos, dall’altro non potrà evitare disservizi e chiusure in molti istituti.
Il corteo di Genova attira personalità internazionali
A conferire ulteriore risonanza alla giornata di mobilitazione genovese è l’attesa partecipazione di numerose figure di spicco della scena internazionale, le quali hanno annunciato la loro presenza al corteo principale. Accanto ai cittadini, sfilheranno dunque nomi noti dell’ambientalismo, della diplomazia, della cultura e dell’economia: dall’iconica attivista Greta Thunberg all’economista Yanis Varoufakis, fino ad artisti del calibro di Vinicio Capossela e Moni Ovadia. La loro adesione, che si unisce a quella di altri intellettuali e militanti, eleva il profilo di una protesta che si configura non come un evento locale, ma come un momento di coagulo simbolico di un malcontento più ampio, i cui motivi spaziano dalla critica alle politiche economiche domestiche fino alla denuncia del quadro internazionale, segnato da conflitti e tensioni.




