Tragedia di Pietracatella, gli esami escludono funghi e veleno per topi

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Le indagini sulla scomparsa di Antonella Di Ielsi e di sua figlia Sara Di Vita, stroncate a poche ore di distanza dopo la cena della Vigilia, procedono senza sosta ma la verità appare ancora lontana. I primi, attesissimi risultati tossicologici, infatti, hanno escluso due delle ipotesi che sembravano più concrete agli inizi delle investigazioni, gettando i magistrati in un labirinto di interrogativi che richiederà ulteriori e approfondite verifiche. Sia la presenza di micotossine, riconducibili quindi a funghi velenosi, sia quella di rodenticidi, comunemente noti come veleno per topi, non è stata rilevata nei campioni analizzati, circostanza che di fatto chiude due piste investigative e costringe a orientare le ricerche verso altre direzioni.

Il lavoro della Squadra Mobile e le nuove audizioni

Proprio per far luce su un caso che ha sconvolto la piccola comunità molisana, la Squadra Mobile di Campobasso – guidata da Marco Graziano – ha intensificato in queste ore l’attività di ascolto dei testimoni, un lavoro meticoloso che sta coinvolgendo, com’è logico, non solo conoscenti e compaesani ma anche il personale sanitario intervenuto a vario Titolo. Gli inquirenti, che si avvalgono della Procura di Campobasso, stanno ricostruendo minuto per minuto gli ultimi giorni delle due donne, con una particolare attenzione alla dinamica dei loro malori e ai successivi accessi in ospedale, poiché una parte dell’inchiesta è destinata a valutare la correttezza delle procedure cliniche seguite e delle dimissioni concesse.

Il mistero si infittisce tra gli alimenti sequestrati

Sul banco degli imputati restano, al momento, i diciannove diversi alimenti che i carabinieri del Nas hanno prelevato dalla abitazione e che ora sono sottoposti a esami specifici; si tratta di un’operazione complessa, volta a isolare una sostanza letale la cui natura, a questo stadio, non è affmeno chiara. L’esclusione delle due tossine inizialmente sospettate lascia aperto un ventaglio di possibilità che spazia da altri tipi di contaminanti alimentari a sostanze chimiche di diversa origine, un puzzle i cui tasselli vanno incastrati con estrema precisione per dare un nome a ciò che ha provocato una simile sciagura.

Il dolore di una famiglia e il percorso giudiziario

Mentre il padre e l’altra figlia cercano di elaborare un lutto tanto improvviso quanto devastante, le autorità proseguono il loro cammino tra i fascicoli e i referti di laboratorio. La magistratura, oltre a voler stabilire con certezza assoluta l’agente patogeno responsabile dei due decessi, ha infatti il compito di verificare se tutti gli accertamenti del caso siano stati eseguiti in maniera puntuale e completa, un profilo che riguarda da vicino la condotta medica e che potrebbe avere sviluppi propri nell’ambito dell’inchiesta penale. La strada per la verità giudiziaria, dunque, rimane in salita, costellata di analisi tecniche e di deposizioni che dovranno dipanare l’intricata matassa di una tragedia domestica.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.