La Nobel Matviichuk: "Putin non cerca la pace, ma l’impero"
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Redazione Esteri
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Oleksandra Matviichuk, premio Nobel per la Pace, non nasconde il suo scetticismo verso i negoziati di Istanbul, definendoli un’ennesima farsa orchestrata da Mosca. «Putin non vuole il Donbass, né Bachmut», ha dichiarato al termine del vertice, sottolineando come l’obiettivo del Cremlino sia ben più ampio: «Non gli basterebbe neppure l’Ucraina intera». Le sue parole, asciutte e prive di illusioni, riflettono una consapevolezza maturata in tre anni di guerra, durante i quali le promesse russe si sono rivelate strategie per guadagnare tempo mentre il conflitto proseguiva.
Zelensky, dal canto suo, ha preferito non partecipare direttamente ai colloqui, limitandosi a inviare una delegazione. «Ora non ho niente da fare a Istanbul», ha detto dopo l’incontro con Erdogan ad Ankara, pur ribadendo la disponibilità a un faccia a faccia con Putin. Una posizione che sembra dettata tanto dalla diffidenza quanto dalla necessità di non legittimare un dialogo che, finora, ha prodotto solo vuoti proclami. Mosca, intanto, ha schierato una squadra di fedelissimi, segnale chiaro di un approccio volutamente marginale, teso a sminuire l’importanza del confronto.
Keir Starmer, primo ministro britannico, ha accusato Putin di «temporeggiare mentre il sangue continua a scorrere», denunciando una tattica che mira a logorare Kiev senza mai impegnarsi seriamente per una tregua. Le sue parole risuonano come un monito alla Comunità politica europea, chiamata a prendere atto che il Cremlino gioca su due tavoli: quello militare, con offensive sempre più cruente, e quello diplomatico, dove le trattative servono solo a dividere gli avversari.




