Israele riprende a colpire Gaza, nuovi raid a Zeitoun e Khan Younis
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Redazione Esteri
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I residenti di Zeitoun, un quartiere della Striscia di Gaza, hanno ispezionato le macerie dei propri edifici il 20 novembre, a seguito dei raid aerei israeliani condotti il giorno precedente. Le autorità sanitarie locali, che operano sotto la direzione di Hamas, hanno riferito che quattro distinti attacchi hanno causato la morte di almeno 25 palestinesi in aree soggette al controllo del gruppo, nonostante la fragile tregua mediata dagli Stati Uniti nel mese di ottobre. L'esercito israeliano, dal canto suo, ha giustificato l'operazione militare affermando di aver colpito obiettivi di Hamas dopo che erano stati esplosi colpi di mortaio contro le proprie truppe, precisando di non aver registrato feriti tra i propri ranghi.
Una tregua che si incrina
La ripresa delle ostilità, che nelle ultime ventiquattr'ore ha portato a un bilancio complessivo di 32 vittime – tra le quali si contano dodici bambini e otto donne – segna alcuni degli episodi più letali dall'inizio del cessate il fuoco. L'escalation, che da una guerra a bassa intensità sta rapidamente trasformandosi in un conflitto di portata media, è stata innescata dalla dichiarazione israeliana secondo cui i propri soldati erano stati attaccati nella zona di Khan Younis. Questo evento, apparentemente circoscritto, ha di fatto fornito il pretesto per una risposta militare su scala più ampia, riaccendendo un focolaio che la diplomazia internazionale fatica a contenere.
La posizione di Hamas e i mediatori
In una nota diffusa pubblicamente, Hamas ha espresso la propria posizione, chiedendo ai mediatori internazionali – Egitto, Qatar e Turchia, designati come garanti dell'accordo – di "rispettare i loro impegni e costringere l'occupazione israeliana a cessare le sue violazioni". La dichiarazione, che si configura come un appello diretto, si è spinta oltre, sollecitando esplicitamente l'amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump a "esercitare immediatamente pressioni per frenare l'occupazione". La richiesta sottolinea la percezione di una tregua sempre più precaria, la cui tenuta dipende da equilibri diplomatici complessi e dalla volontà delle parti in causa di onorare gli impegni presi.
Il contesto strategico e le operazioni in corso
L'intervento di Trump, che in precedenza aveva avuto il merito di fermare un assalto pianificato da diverse divisioni israeliane verso Gaza City – scongiurando così il rischio di un bagno di sangue che avrebbe potuto innalzare il numero delle vittime ben al di là delle decine di migliaia – sembra ora confrontarsi con una realtà operativa mutata. I raid, che non si sono limitati alla giornata di ieri ma sono proseguiti anche nelle prime ore di questa mattina, hanno già causato nuove vittime a Khan Younis, dimostrando come la situazione sul terreno rimanga estremamente volatile e lontana da una soluzione stabile e duratura.




