Rubio in Israele, tra gesti simbolici e dossier Cisgiordania
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Redazione Esteri
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Il segretario di Stato americano Marco Rubio è atterrato in Israele per un incontro ufficiale con il primo ministro Benjamin Netanyahu, in un momento di estrema tensione regionale. La visita, che segue di pochi giorni l’operato delle forze israeliane a Doha contro esponenti di Hamas, assume un significato politico rilevante, confermando il pieno sostegno dell’amministrazione Trump all’operato di Tel Aviv.
Proprio questa mattina, i due leader si sono recati insieme al Muro Occidentale di Gerusalemme, in un gesto carico di valenze simboliche e diplomatiche. Fonti vicine al governo israeliano, citate dal Times of Israel, hanno definito la tappa come una chiara manifestazione di vicinanza strategica.
Sullo sfondo dei colloqui, tutt’altro che formali, emerge con forza la questione della Cisgiordania. Secondo indiscrezioni riportate da Axios, Rubio e Netanyahu starebbero valutando la possibilità di un’annessione israeliana di porzioni del territorio occupato. Una mossa che rappresenterebbe una risposta diretta all’imminente riconoscimento dello Stato di Palestina da parte di diversi paesi occidentali, atteso in occasione della prossima Assemblea generale delle Nazioni Unite




