Israele, la Knesset dà il primo sì all'annessione della Cisgiordania mentre Rubio avverte: "Mossa minacciosa"
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Redazione Esteri
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La Knesset ha approvato, in quella che costituisce una prima formale ratifica parlamentare, la proposta di annessione di ampie porzioni della Cisgiordania, un atto che il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha immediatamente bollato come "controproducente e minaccioso per la pace". Rubio, che è atteso in visita nello Stato ebraico per un incontro con il primo ministro Benjamin Netanyahu, ha espresso senza mezzi termini la posizione di Washington, sottolineando come tale iniziativa legislativa rischi di compromettere gli sforzi diplomatici e il cosiddetto "piano Trump".
Il contesto di tensioni crescenti
Il voto del parlamento israeliano giunge in un momento di profonda instabilità nell'area, la cui tensione – che non è mai stata latente – si è fatta, se possibile, ancora più esplosiva nel periodo successivo al 7 ottobre. Alla già complessa situazione, infatti, si sommano, con frequenza ormai quotidiana, incursioni militari, arresti spesso definiti arbitrari e una crescita smisurata degli insediamenti considerati illegali secondo il diritto internazionale. A ciò si aggiungono le violenze, talvolta ai danni di membri della minoranza cristiana, che il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, ha recentemente definito "inaccettabili", senza contare gli assalti di coloni e gli sfollamenti forzati che continuano a segnare la vita dei palestinesi.
La posizione americana e la questione degli aiuti
Parallelamente alla questione dell'annessione, gli Stati Uniti hanno espresso forti riserve anche su un altro fronte, quello giuridico, attaccando la sentenza della Corte internazionale di giustizia che impone a Israele di permettere alle Nazioni Unite di portare aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. Una decisione, questa, che sembra scontrarsi con la ferma intenzione israeliana di escludere l'Unrwa da qualsiasi ruolo futuro nell'enclave. Un funzionario israeliano, rimasto anonimo, ha dichiarato all'emittente pubblica Kan che l'agenzia dell'Onu "non metterà più piede a Gaza", accusando ogni organismo delle Nazioni Unite di aver fallito la propria missione o di essere stato in qualche modo controllato da Hamas.
Le reazioni e lo scenario diplomatico
La mossa della Knesset, sebbene sia solo un primo passo in un iter legislativo più articolato, segna un'accelerazione significativa e potenzialmente destabilizzante, creando un nuovo, ulteriore, punto di frizione tra l'amministrazione americana e il governo Netanyahu. Gli sviluppi, che vedono da un lato un'azione parlamentare interna israeliana e dall'altro una presa di posizione internazionale sugli aiuti umanitari, disegnano un quadro complesso, nel quale le dichiarazioni di Rubio fungono da chiaro monito sulla direzione intrapresa, indicando come la strada dell'annessione sia vista dagli Stati Uniti come una minaccia concreta al processo di pace.




