Gaza, Rubio: "L'annessione israeliana della Cisgiordania minaccia la pace"
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Redazione Esteri
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Il segretario di Stato americano Marco Rubio, in procinto di atterrare nello Stato ebraico per un incontro con il primo ministro Benjamin Netanyahu, ha definito “controproducente e minacciosa per la pace” la mossa della Knesset, che ha approvato in una votazione preliminare una legge per l’annessione della Cisgiordania. Una presa di posizione, la sua, che arriva nel cuore di una giornata diplomaticamente intensa, segnata anche dalle reazioni alla sentenza della Corte internazionale di giustizia sugli aiuti umanitari a Gaza e dalle dichiarazioni israeliane sull’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi.
Il voto della Knesset e la posizione americana
Proprio nel giorno della visita del vicepresidente J.D. Vance, il parlamento israeliano ha dunque compiuto un passo significativo, sebbene iniziale, verso l’estensione della sovranità su quei territori, un atto che Rubio – parlando prima della partenza – ha giudicato potenzialmente in grado di minare gli sforzi diplomatici. “Riteniamo che ciò possa potenzialmente minacciare l’accordo di pace”, ha affermato il capo della diplomazia statunitense, le cui parole risuonano come un monito chiaro, sebbene non inaspettato, indirizzato all’alleato. Una parte di essi, infatti, ritiene che questa linea politica possa compromettere il cosiddetto “piano Trump”.
La questione Unrwa e la sentenza della Corte
Parallelamente, un alto funzionario israeliano, rimasto anonimo, ha dichiarato all’emittente pubblica Kan che l’Unrwa “non metterà più piede a Gaza”, una presa di posizione netta che sembra porsi in contrasto con le indicazioni della Corte internazionale di giustizia. La Corte, infatti, ha stabilito l’obbligo per Israele di permettere alle Nazioni Unite di portare aiuti umanitari nella Striscia, una misura volta ad alleviare le condizioni della popolazione. Il funzionario ha aggiunto che ogni agenzia Onu operativa a Gaza ha, a suo dire, fallito la propria missione o è finita sotto il controllo di Hamas, gettando così ulteriori ombre sulla già complessa gestione degli aiuti.
Il quadro diplomatico e le reazioni internazionali
A completare un quadro già intricato, si registra la condanna congiunta di Stati Uniti e Spagna verso il piano di annessione, mentre fonti mediatiche riportano l’assenza, almeno per il momento, di un impegno finanziario da parte dell’Arabia Saudita per la ricostruzione di Gaza. Elementi, questi, che delineano uno scenario internazionale tutt’altro che unanime e che pongono serie difficoltà per qualsiasi iniziativa di stabilizzazione a medio termine, lasciando intravedere negoziati complessi e una road map piena di ostacoli.




