Nordio sul caso Almasri: "Gli atti smentiscono i giornali, riferiremo in Parlamento"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
A margine della Conferenza per la ripresa dell’Ucraina, tenutasi al centro congressi La Nuvola a Roma, il ministro della Giustizia Carlo Nordio è tornato a ribadire la sua posizione riguardo al caso del generale libico Najeem Osama Almasri, la cui mancata consegna alla Corte penale internazionale ha scatenato polemiche e accuse verso l’esecutivo. «Riferiremo in Parlamento quando sarà il momento», ha dichiarato Nordio, «ma gli atti in nostro possesso smentiscono radicalmente quanto riportato dai giornali».
Le indiscrezioni pubblicate nelle ultime ore, infatti, sostenevano che il ministro e il suo staff fossero stati informati fin dall’inizio sull’arresto del militare, sospettato di crimini contro l’umanità – omicidi, torture e violenze sistematiche – durante il regime di Gheddafi. Una ricostruzione che Nordio definisce «infondata», pur senza entrare nel merito dei documenti a cui fa riferimento. Quello che emerge, però, è un quadro in cui il governo italiano avrebbe temporeggiato, consentendo ad Almasri di lasciare il Paese nonostante il mandato della Cpi.
A sostenere la linea del ministro è intervenuta anche Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati, secondo cui «la sinistra sta strumentalizzando palesemente la vicenda, basandosi su mere illazioni giornalistiche». Un’accusa che riflette la polarizzazione del dibattito, mentre il Tribunale dei ministri avrebbe ormai chiuso le indagini sulla gestione del caso.




