Magistrati in rivolta contro la riforma Nordio
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Redazione Interno
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Alla Corte d'Appello di Napoli, durante l'inaugurazione dell'Anno giudiziario, i magistrati hanno abbandonato l'aula mentre il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, stava parlando. La protesta, caratterizzata da toghe nere, Costituzione in mano e coccarde tricolori, ha visto i magistrati esprimere il loro dissenso contro la riforma della giustizia proposta dal governo, che prevede, tra le altre cose, la separazione delle carriere e il sorteggio dei magistrati nel Consiglio Superiore della Magistratura (CSM).
A Milano, sulla scalinata del Palazzo di Giustizia, si è unito alla protesta anche Gherardo Colombo, ex pm di "Mani Pulite", il quale ha definito la riforma "pericolosa" per i cittadini. Colombo ha sottolineato l'importanza di cambiare rotta, evidenziando come le modifiche proposte non riguardino solo la separazione delle carriere, ma anche il sorteggio parziale dei parlamentari.
Anche a Torino, durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario, i magistrati hanno alzato la Costituzione e cartelli con frasi di Piero Calamandrei, abbandonando l'aula magna del Palazzo di Giustizia al momento dell'intervento della rappresentante del ministero della Giustizia, Maria Teresa Gandini. La protesta, organizzata dall'Associazione Nazionale Magistrati (ANM), ha visto i magistrati esprimere il loro dissenso contro la riforma costituzionale della giustizia, ritenuta lesiva dell'indipendenza della magistratura.
A Napoli, i magistrati hanno inscenato la protesta all'esterno della sede del vecchio tribunale, Castel Capuano, indossando la toga e portando al petto una coccarda tricolore, in mano una copia della Costituzione e un cartello con una frase di Piero Calamandrei.




