Primo sì alla Camera per la riforma costituzionale del ministro Nordio
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Redazione Interno
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La Camera dei Deputati ha approvato il primo passo verso la separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti, una riforma che, secondo molti, sa di passato e che è stata blindata senza dibattito, come ha sottolineato Giuseppe Santalucia dell'Associazione Nazionale Magistrati (Anm). Il governo, tuttavia, la definisce una rivoluzione, difficile da non vedere come il compimento di un disegno preciso, portato avanti per anni e amato da figure come Licio Gelli e Silvio Berlusconi.
Poco dopo le 13, un lungo applauso della maggioranza ha salutato la trascrizione dei risultati del voto sul tabellone elettronico. Nessuna sorpresa, dunque, dato che la compattezza del centrodestra sulla questione ha portato al primo semaforo verde di un ramo del Parlamento alla "madre di tutte le riforme" della giustizia, come la chiama il Guardasigilli Carlo Nordio. Questa riforma introduce la separazione assoluta fra le carriere di magistrato giudicante e magistrato requirente.
Il ministro Nordio, in un'intervista con il 'Corriere della Sera', ha dichiarato che il via libera della Camera al disegno di legge costituzionale sulla separazione delle carriere in magistratura non è una rivalsa, ma un riequilibrio dei poteri. All'Anm, che parla di una riforma che "toglie le garanzie ai cittadini", il Guardasigilli replica che, invece, "ce ne saranno di più".
La maggioranza festeggia, mentre l'Anm protesta. Il ministro Nordio, con la serenità di chi ha fatto il suo dovere di ministro adempiendo al mandato elettorale, si prepara ad affrontare l'inaugurazione dell'anno giudiziario.




