Nordio accelera sulla riforma della giustizia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha deciso di blindare il disegno di legge costituzionale sulla separazione delle carriere in magistratura, una delle riforme chiave del governo Meloni per il 2025. Dopo sei mesi di discussioni in commissione Affari Costituzionali, l'accordo di maggioranza prevedeva di non presentare emendamenti in aula alla Camera che potessero rallentare l'iter della riforma. Tuttavia, Forza Italia aveva tentato un blitz con un emendamento a sorpresa, subito respinto grazie all'intervento del ministro Nordio e del capogruppo Barelli alla Camera.

La riforma, che prevede la separazione delle carriere dei magistrati requirenti e giudicanti e l'istituzione di due distinti organi di autogoverno, il Consiglio superiore della magistratura giudicante e il Consiglio superiore della magistratura requirente, è stata definita dal ministro Nordio come "la madre di tutte le riforme". Nonostante le critiche del Consiglio superiore della magistratura (Csm), che ha definito la riforma "inutile e dannosa", il governo ha deciso di procedere senza indugi.

Il tentativo di Forza Italia di escludere i membri laici dal sorteggio per il Csm è stato abbandonato, e il sistema dei dadi rimarrà in vigore sia per i togati che per i laici. Il ministro Nordio ha sottolineato l'importanza di non rallentare l'iter della riforma, ribadendo che il testo è blindato e che non saranno tollerate divisioni all'interno della maggioranza.

La riforma della giustizia, che mira a risolvere il conflitto tra potere giudiziario e politico, è considerata una delle priorità del governo Meloni.

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