Il Mediterraneo bolle: 6 gradi sopra la media, allarme per gli ecosistemi marini
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Redazione Interno
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La superficie del mare non è mai stata così calda in questo periodo dell’anno, e il dato, per quanto riguarda il Mediterraneo occidentale, lascia pochi margini di interpretazione: al largo della Francia meridionale e delle coste italiane occidentali, la temperatura dell’acqua è aumentata di circa 6 °C rispetto alla media di lungo periodo, un'anomalia tra le più elevate mai registrate nei mari europei.
A segnalarlo è l’Agenzia europea dell’ambiente (Eea), sulla base dei dati mappati il 29 giugno 2026 dal servizio Copernicus, il programma di osservazione della Terra che fa capo all’Unione Europea. Il riscaldamento, in particolare, si concentra nel Golfo del Leone e nei mari Ligure e Tirreno, andando a sommarsi a un'ondata di calore marina che già alla fine di maggio aveva fatto scattare i primi allarmi tra i ricercatori.
Un inverno già sopra la media, un'estate che parte col botto
Non si tratta di un episodio isolato, ma di una tendenza che perdura da mesi: per tutto l'inverno, infatti, il Mediterraneo ha mantenuto temperature superficiali di uno o due gradi superiori alla norma stagionale, un segnale che gli esperti non avevano potuto ignorare. Ora, con l'arrivo dell'estate, il termometro ha subito un'impennata improvvisa, portando il valore medio della colonna d'acqua a livelli che normalmente si registrano solo a fine luglio o ad agosto.
Chi si tuffasse oggi nelle acque intorno alla Sardegna, per esempio, troverebbe una temperatura di circa 28 gradi, un dato che i satelliti di Copernicus confermano con un margine di 6 gradi in più rispetto alla media calcolata sugli ultimi quarant'anni.
Record a Ravenna, l'Adriatico a 28,8 gradi
L'eccezionalità dell'evento non riguarda solo il Tirreno o il Golfo del Leone, ma si estende anche al versante adriatico, dove la situazione appare altrettanto critica. La Romagna, da oltre dieci giorni, è alle prese con un'ondata di calore atmosferico che non accenna a diminuire, e il riflesso sulla temperatura dell'acqua è stato immediato: sabato e domenica scorsi, i bagnanti hanno potuto toccare con mano il fenomeno, trovando un mare che sembrava già quello di piena estate.
I termometri hanno registrato un valore di 28,8 gradi, un record assoluto per il mese di giugno, mai raggiunto prima d'ora nelle serie storiche disponibili. Un dato che, pur riferito a una misurazione puntuale, si inserisce in un quadro di riscaldamento generalizzato che sta interessando tutto il bacino.
Il riscaldamento oceanico globale e le sue implicazioni
Il fenomeno, del resto, non è circoscritto al Mediterraneo, ma si inserisce in un contesto più ampio di riscaldamento degli oceani a livello planetario. I dati diffusi dal Servizio cambiamenti climatici e dal Servizio marino di Copernicus confermano che le temperature superficiali globali hanno già superato, per questo periodo dell'anno, i livelli record osservati nel 2023 e nel 2024, anni che erano già stati segnati da anomalie significative.
Si tratta, secondo gli esperti, del massimo riscaldamento oceanico mai registrato per il periodo, un elemento che si somma a un quadro climatico sempre più anomalo. L'aumento della temperatura dell'acqua, va ricordato, non è solo un numero su un grafico, ma ha conseguenze dirette e potenzialmente devastanti sugli ecosistemi marini, dalla migrazione delle specie alla sopravvivenza della posidonia, fino al rischio di episodi di mortalità di massa per gli organismi che non riescono a tollerare sbalzi termici così repentini.




