Lukaku, stop più lungo del previsto: per il Napoli si allungano i tempi di recupero
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Redazione Sport
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Una nuvola grigia, che ormai persiste da mesi, continua ad addensarsi sul cielo azzurro. Romelu Lukaku, l’atteso colpo di mercato dell’estate, rimane un punto interrogativo ingombrante per il progetto di Antonio Conte, costretto a fare a meno del suo centravanti di riferimento per un periodo che, calcolatrice alla mano, si fa sempre più esteso. L’infortunio muscolare di alto grado al retto femorale della coscia sinistra, rimediato in quel lontano ritiro di metà agosto, si dimostra più insidioso delle prime valutazioni, imponendo una cautela che, settimana dopo settimana, trasforma l’attesa in una vera e propria odissea. Lo stesso mister, notoriamente schivo sui temi legati alle condizioni degli atleti, ha dovuto ammettere l’assenza di una data certa, un segnale inequivocabile della delicatezza della situazione. Il Corpo medico, del resto, non lascia spazio a fraintendimenti: servono ancora due o, probabilmente, tre settimane di lavoro mirato prima di poter anche solo ipotizzare un reintegro negli allenamenti di gruppo, per non parlare di un ritorno tra i pali.
Un calendario che scorre senza di lui
Questo nuovo slittamento nei tempi di recupero ha delle conseguenze pratiche immediate sul programma della squadra. Lukaku, è ormai certo, salterà la trasferta alla Lazio, ma il suo nome rimarrà inevitabilmente fuori dal tabellino anche per gli impegni successivi contro Verona e, soprattutto, nella sfida-scudetto contro l’Inter. Una partita che, per il suo carico emotivo e tecnico, avrebbe rappresentato il palcoscenico ideale per un ritorno trionfale, ma che invece dovrà essere affrontata con altre soluzioni in attacco. Il computo finale è impietoso: superata la nuova soglia indicata dai medici, la sua assenza totale si protrarrà ben oltre i cinque mesi, un lasso di tempo che gli ha già fatto saltare l’intero girone d’andata di Serie A e la totalità della fase a gironi di Champions League. Un vuoto importante, che le reti di altri hanno solo in parte colmato, costringendo Conte a ripensamenti tattici non sempre agevoli.
Il mercato bussa nonostante l’infortunio
Paradossalmente, mentre la sua condizione fisica lo tiene lontano dal verde del campo, il suo nome continua a rimbalzare con insistenza nelle cronache legate al calciomercato. La porta dell’Arabia Saudita, che sembrava essersi chiusa dopo le trattative estive, si è riaerta con nuove e sostanziose proposte, pronte a mettere in discussione la pianificazione societaria per il prossimo futuro. Un interesse che, per quanto concreto e allettante sul piano economico, arriva in un momento di estrema fragilità, quando il valore sportivo del giocatore non può essere valutato appieno a causa di uno stop forzato così prolungato. Si tratta di una distrazione non da poco per la dirigenza, chiamata a gestire il delicato dossier della riabilitazione e, contemporaneamente, a respingere assalti esterni che potrebbero tentare di capitalizzare su questa fase di incertezza.
La squadra procede nonostante tutto
In questo clima di attesa, l’ambiente azzurro cerca di concentrarsi su quanto di positivo c’è, per quanto il pensiero di un Lukaku in forma rimanga l’obiettivo di lungo periodo. Una nota di ottimismo, ad esempio, arriva dal fronte di Frank Anguissa, il cui recupero da un problema fisico sembra procedere secondo i tempi previsti e senza intoppi, garantendo al tecnico una risorsa in più a centrocampo. La macchina di Conte, dunque, non si ferma e prova ad avanzare nonostante l’assenza del suo bomber designato, affidandosi a schemi alternativi e alla polivalenza di altri elementi dell’organico. La speranza, ovviamente, è che questa lunga trafila abbia una fine definitiva e che il ritorno del belga, quando finalmente avverrà, possa essere stabile e duraturo, senza il rischio di ulteriori battute d’arresto che finirebbero per logorare sia l’atleta che il progetto sportivo.




