La sfida ai limiti dell’elettrico: la seconda generazione della Blade Battery di BYD si sdoppia tra ricarica ultraveloce e autonomia record
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Redazione Economia
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Il costruttore cinese BYD, che ricordiamo essere il secondo produttore mondiale di batterie dopo CATL e il primo vendor di auto elettriche per volume di vendite globali, ha svelato le carte della sua strategia per il futuro prossimo della mobilità a zero emissioni. Lo ha fatto presentando ufficialmente la seconda generazione della sua celebre Blade Battery, una tecnologia che, nei piani dell’azienda guidata da Wang Chuanfu, è destinata a ridefinire gli standard del settore attaccando su due fronti distinti e complementari: da un lato la velocità di ricarica, dall’altro la densità energetica. La novità principale, emersa nel corso di un evento tenutosi a Shenzhen nei primi giorni di marzo, risiede proprio nella duplice anima di questo nuovo accumulatore, declinato in due varianti con obiettivi prestazionali differenti per rispondere alle due principali ansie che ancora frenano l’acquisto di un’auto elettrica, ovvero i tempi morti alla colonnina e l’autonomia per chilometro.
Nel dettaglio, una delle due versioni della Blade Battery 2.0 è stata ingegnerizzata per eccellere nella potenza di picco in entrata, supportando quella che BYD ha battezzato tecnologia “Flash Charging”. Questo sistema, che debutterà in Europa il prossimo 8 aprile a Parigi sulla DENZA Z9GT, un modello di lusso del marchio premium del gruppo, è in grado di erogare una potenza mostruosa, toccando un picco di 1.500 kW per singola stazione di ricarica, una cifra che ridimensiona drasticamente gli attuali standard a 350 kW diffusi in occidente. Il principio, riassunto dall’azienda con la formula “Ready in 5, Full in 9, Cold Add 3”, promette di portare la batteria dal 10 al 70% della capacità in appena cinque minuti, e dal 10 al 97% in soli nove minuti; anche in condizioni climatiche estreme, con temperature fino a trenta gradi sotto zero, l’operazione richiederebbe solamente dodici minuti per passare dal 20 al 97%. Numeri che, se confermati nella pratica quotidiana, renderebbero la sosta per il rifornimento energetico paragonabile a quella per il pieno di benzina.
Parallelamente a questo sviluppo dedicato alla potenza, BYD ha svelato anche l’esistenza di una seconda variante della Blade 2.0, ottimizzata invece per massimizzare l’autonomia. È questa la versione che verrà montata sui crossover ibridi plug-in di grandi dimensioni DENZA N9 e DENZA N8L, destinati al mercato cinese ma indicativi della direzione tecnologica intrapresa dal gruppo. Secondo i documenti depositati presso il Ministero dell’Industria e dell’Informazione cinese, questi modelli riceveranno un aggiornamento significativo: abbandoneranno le vecchie batterie da circa 47 kWh per adottare un nuovo pacco da 75,3 kWh prodotto dalla consociata FinDreams, con un conseguente balzo in avanti dell’autonomia in modalità puramente elettrica stimato attorno al 40%. Il DENZA N9, un SUV di lusso con tre motori elettrici e un termico 2.0 litri da 152 kW, arriverà così a percorrere fino a 315 km con una sola carica secondo il ciclo CLTC, mentre il più leggero N8L si spingerà a 320 km.




