Caos navette al Medimex di Taranto, l’azienda si scusa e apre un’indagine interna: lo scontro politico sulle responsabilità

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La notte del Medimex doveva essere quella della consacrazione di Taranto come città capace di ospitare grandi eventi internazionali; il concerto dei Pet Shop Boys alla Rotonda del Lungomare ha regalato emozioni e spettacolo a migliaia di persone, ma al termine della musica è iniziato un altro spettacolo, decisamente meno riuscito: quello delle polemiche sulla mobilità.

Un gravissimo disservizio del servizio navette del Park&Ride ha lasciato a piedi una folla di spettatori, costretta a camminare per chilometri nella notte, innescando un durissimo rimpallo di responsabilità ai livelli apicali tra l'azienda di trasporti, il sindacato e l'amministrazione comunale.

Un ordine di servizio disatteso e le scuse dell’azienda

Secondo quanto ricostruito, il servizio di navette per raggiungere i parcheggi di interscambio Cimino e Democrate sarebbe stato interrotto anticipatamente intorno alle 23.30, nonostante un preciso e formale ordine di servizio ne avesse disposto il prolungamento fino all'una di notte per garantire il deflusso del pubblico dopo il concerto. Ad annunciarlo era stata la stessa aerea di scambio Democrate, la cui operatività era stata prolungata per l'occasione straordinaria.

Di fronte alle proteste, Kyma Mobilità ha espresso le sue scuse ufficiali a cittadini, visitatori e organizzatori del Medimex, definendo l'accaduto come un "comportamento ingiustificabile" e una violazione delle disposizioni impartite.

L'azienda ha fatto sapere di aver avviato una rigorosa indagine interna per ricostruire la catena dei fatti, annunciando che non sarà tollerata alcuna zona d'ombra e che, una volta terminate le verifiche, potranno essere presi provvedimenti disciplinari che spaziano dalle sospensioni severe fino al licenziamento per giusta causa per i casi più gravi.

La difesa dei lavoratori e l’attacco alla governance

La posizione dell'azienda ha scatenato però una reazione immediata da parte delle rappresentanze sindacali. Andrea Basile, segretario provinciale dell'UGL Autoferrotranvieri, ha difeso pubblicamente gli autisti, sottolineando come costoro si limitino a svolgere il servizio sulla base delle direttive ricevute, senza alcuna responsabilità nella programmazione dei mezzi o nell'organizzazione del piano dei trasporti.

Il sindacato ha invitato a distinguere tra chi esegue il servizio sul territorio e chi è chiamato a prendere le decisioni gestionali, chiedendo che le verifiche avvengano nel pieno rispetto delle garanzie previste dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro ed evitando comunicazioni che possano essere interpretate come un addebito generalizzato nei confronti degli autisti.

Sulla stessa linea anche il capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio comunale, Giampaolo Vietri, che ha respinto il tentativo di scaricare le colpe sui lavoratori, definendolo "imbarazzante e penoso", e ha puntato il dito contro la governance di Kyma Mobilità e il vicesindaco Mattia Giorno, delegato ai grandi eventi, chiamati a garantire un'organizzazione adeguata.

Il fallimento gestionale e le richieste di chiarezza

Le critiche non si sono limitate al fronte politico e sindacale; anche Francesco Battista, esponente di Futuro Nazionale Taranto, ha espresso preoccupazione, evidenziando come l'episodio rischi di compromettere il rapporto di fiducia tra cittadini e trasporto pubblico. In una nota, il consigliere ha affermato che non bastano le scuse e che occorre capire come sia stato possibile che migliaia di persone siano rimaste senza mezzi, nonostante un ordine di servizio formalmente disposto.

Le polemiche si sono concentrate anche sulla gestione dei disagi inflitti ai residenti delle zone interessate dalle limitazioni alla sosta e all'utilizzo degli spazi pubblici, messi a disposizione per l'organizzazione del servizio che poi di fatto non è stato garantito. La vicenda del concerto dei Pet Shop Boys ha così gettato un'ombra sull'immagine di una città che punta a rilanciarsi attraverso grandi eventi internazionali, spostando l'attenzione dal successo artistico alla clamorosa inefficienza nella gestione della mobilità.

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