Rob Jetten diventa primo ministro dei Paesi Bassi: il nuovo corso di un esecutivo di minoranza
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Redazione Esteri
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La cerimonia si è svolta questa mattina nel Palazzo Huis ten Bosch all'Aia, dove re Guglielmo Alessandro ha ricevuto il giuramento del nuovo governo -1-9. Rob Jetten, leader di Democratici 66 (D66), ha così ufficialmente assunto la carica di primo ministro, diventando a trentotto anni il più giovane capo di governo nella storia dei Paesi Bassi, nonché il primo dichiaratamente omosessuale a guidare l'esecutivo -1-3. L'evento segna l'epilogo di un negoziato durato centodiciassette giorni, un periodo di consultazioni reso necessario dall'incertezza seguita al voto del ventinove ottobre, quando il suo partito riuscì a prevalere di misura sull'ultradestra di Geert Wilders -5-9.
Il nuovo esecutivo, nato da un accordo tra i liberal-progressisti del D66, i cristiano-democratici del CDA e i liberali di destra del VVD, si presenta con una caratteristica strutturale che ne condizionerà l'azione: si tratta di un governo di minoranza -1-4. La coalizione, infatti, può contare su sessantasei seggi nella camera bassa del Parlamento, un numero che resta ben al di sotto della soglia di settantacinque necessaria per disporre di una maggioranza stabile -3-9. Questo assetto, piuttosto inusuale per la tradizione politica olandese, obbligherà Jetten e i suoi ministri a ricercare volta per volta l'appoggio delle forze di opposizione per l'approvazione di qualsiasi provvedimento legislativo -1.
Il profilo di un leader europeista e la sua ascesa politica
La figura del nuovo premier, cresciuto a Uden nel Brabante Settentrionale da una famiglia di insegnanti, si caratterizza per un percorso atipico che intreccia disciplina sportiva e pragmatismo amministrativo -5. Ex promessa dell'atletica leggera, Jetten ha corso nella nazionale under prima di approdare alla gestione pubblica, lavorando per la società ferroviaria ProRail -5. Il suo ingresso in Parlamento risale al 2017, e negli anni ha ricoperto l'incarico di ministro per il Clima nel governo guidato da Mark Rutte, guadagnandosi l'appellativo di climate pusher per il suo attivismo sulla transizione energetica -5. In passato i media lo avevano soprannominato Robot Jetten, per via di uno stile comunicativo inizialmente giudicato troppo meccanico e ripetitivo, un'immagine che è poi riuscito a trasformare partecipando a quiz televisivi e mostrando un lato più personale -3-5.
Gli equilibri fragili di una coalizione e le prime proteste
La squadra di governo, che vede una distribuzione degli incarichi tra i tre partiti, dovrà confrontarsi con un'opposizione pronta a sfruttare ogni debolezza. Geert Wilders, leader del Partito per la Libertà, ha già annunciato la sua intenzione di opporsi a qualsiasi iniziativa del nuovo esecutivo -3. A rendere il quadro ancora più complesso contribuisce la frammentazione dell'arco parlamentare, dove i partiti di estrema destra nel loro insieme controllano circa un terzo dei seggi -1. Non sono mancate, inoltre, manifestazioni di dissenso proprio durante la cerimonia di insediamento: una ventina di attivisti di Extinction Rebellion ha protestato davanti al palazzo reale contro quelle che considerano promesse non mantenute in materia di politiche climatiche -4-10.
I nodi programmatici tra rigore e continuità
Il programma presentato dalla coalizione delinea una linea politica che alcuni osservatori definiscono di impronta chiaramente conservatrice su diversi fronti -8. Sul capitolo della migrazione, tema che aveva portato alla caduta del precedente governo, si prevede un inasprimento delle restrizioni per i richiedenti asilo, con la proposta che le domande vengano presentate al di fuori dei confini dell'Unione Europea -2-3. In ambito economico e sociale, l'esecutivo ha annunciato piani di riduzione della spesa per i sistemi di assistenza e sanità, contestualmente a un aumento degli investimenti nella difesa nella misura di diciannove miliardi di euro aggiuntivi, una mossa letta come risposta agli impegni assunti in sede Nato in un periodo di accresciuta tensione geopolitica -1-3. Sarà proprio su questi punti, particolarmente sensibili per l'elettorato, che si misurerà la capacità di Jetten di costruire alleanze variabili in Parlamento per evitare la paralisi dell'azione amministrativa.




