Morto a 38 anni l'arbitro olandese Rob Dieperink: era stato escluso dai Mondiali
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Redazione Sport
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Lutto improvviso nel mondo del calcio: l'arbitro olandese Rob Dieperink è stato trovato senza vita nella sua abitazione a Borculo, cittadina che gli diede i natali, all'età di soli 38 anni. La notizia, che ha sconvolto l'ambiente arbitrale internazionale, è stata confermata dalla Federcalcio olandese (KNVB), la quale ha espresso il proprio cordoglio senza tuttavia rendere note le cause del decesso, al momento oggetto di accertamenti da parte della polizia locale.
L'esclusione dai Mondiali e l'inchiesta archiviata
Dieperink era stato inizialmente selezionato dalla FIFA per far parte della squadra arbitrale dei Mondiali 2026 in qualità di assistente VAR, un traguardo che rappresentava l'apice di una carriera quindicinale costellata da quasi 300 direzioni di gara, di cui ben 84 nell'Eredivisie, il massimo campionato olandese.
La sua partecipazione al torneo, tuttavia, è stata improvvisamente cancellata a maggio, quando la FIFA lo escluse dopo l'arresto avvenuto a Londra il 9 aprile, in seguito a una denuncia per violenza sessuale nei confronti di un adolescente di 17 anni.
L'arbitro si trovava nella capitale britannica per dirigere il quarto di finale di Europa Conference League tra Crystal Palace e Fiorentina e, dopo l'accusa, la polizia metropolitana aveva avviato un'indagine approfondita che comprendeva l'analisi di dispositivi digitali e la raccolta di filmati di sorveglianza.
Nonostante la gravità dell'accusa, il caso si è concluso con un'archiviazione: le autorità britanniche hanno infatti stabilito che le prove raccolte non raggiungevano la soglia probatoria sufficiente per procedere con un rinvio a giudizio, scagionando di fatto l'arbitro che aveva sempre proclamato la propria innocenza.
Lo stesso Dieperink, in un'intervista rilasciata al quotidiano olandese De Telegraaf, aveva espresso amarezza per l'esclusione dal mondiale, dichiarando di essere "molto triste per essere stato accusato ingiustamente" e sottolineando la piena collaborazione fornita agli inquirenti, oltre che la trasparenza mostrata verso FIFA, UEFA e KNVB.
Una carriera in ascesa e il ricordo della KNVB
Rob Dieperink aveva costruito una carriera solida e in continua ascesa nel panorama arbitrale europeo sin dal suo debutto nella massima serie olandese nel 2017. La sua esperienza internazionale era cresciuta vertiginosamente nel 2024, anno in cui aveva ricoperto il ruolo di arbitro VAR agli Europei e aveva fatto parte dello staff arbitrale come assistente nella finale di Europa League, vinta dall'Atalanta.
La notizia della sua scomparsa, avvenuta a distanza di poche settimane dall'archiviazione del caso, ha gettato nello sconforto i vertici del calcio olandese: la KNVB lo ha ricordato come un "collega gentile e dedicato", sottolineando che con lui "il mondo del calcio perde un arbitro stimato con esperienza internazionale".
Le indagini sulla morte
Al momento, le circostanze esatte che hanno portato alla morte del fischietto olandese rimangono avvolte nel mistero. La polizia di Borculo ha confermato il ritrovamento del corpo e l'apertura di un'indagine per fare luce sul decesso, escludendo però, almeno in una fase preliminare, il coinvolgimento di terzi.
La mancanza di comunicazioni ufficiali sulla causa della morte lascia spazio a interrogativi, in un momento in cui l'attenzione dei media si concentra sulla fragilità di un professionista che, dopo aver visto sfumare il sogno mondiale a causa di un'accusa poi rivelatasi infondata, è stato tragicamente stroncato nel fiore degli anni.




