Borse europee in ordine sparso, vendite sul tech in Asia e greggio in calo
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Redazione Economia
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Le Borse europee si preparano a un'avvio di seduta contrassegnato dalla prudenza, con i listini che viaggiano in ordine sparso, risentendo di un clima di incertezza che arriva direttamente dall'Asia, dove le vendite hanno nuovamente colpito il settore tecnologico. La rotazione verso l'uscita dal comparto tech, dopo un trimestre che aveva fatto segnare performance record, ha pesato in particolare sui listini dell'area Asia-Pacifico, con l'indice Msci della regione in calo dell'1,2% e il Nikkei giapponese che ha lasciato sul terreno il 2,45%.
Il crollo di Seul e il peso dei chip
La seduta asiatica è stata caratterizzata da un vero e proprio tonfo della borsa sudcoreana, dove il Kospi ha registrato una flessione di oltre il 6%, un dato che assume un rilievo particolare se rapportato al balzo del 68% messo a segno nello stesso arco temporale tra aprile e giugno.
Un andamento che evidenzia come la volatilità sia destinata a restare elevata, con gli investitori che sembrano voler incassare i profitti dopo le forti corse al rialzo dei mesi scorsi, mentre i timori relativi alla tenuta degli investimenti sull'intelligenza artificiale cominciano a farsi strada tra gli operatori.
Il petrolio ai minimi da quattro mesi
Sul fronte delle materie prime, il greggio ha proseguito la sua discesa, scivolando sotto la soglia dei 70 dollari al barile e toccando i minimi degli ultimi quattro mesi, un movimento che riflette sia le preoccupazioni per una domanda globale che potrebbe rallentare, sia l'assenza di shock immediati sull'offerta nonostante le tensioni in Medio Oriente.
Proprio le frizioni geopolitiche, con gli occhi puntati sul rapporto tra Stati Uniti e Iran e sulle dinamiche nello Stretto di Hormuz, rappresentano un elemento di fondo che gli operatori tengono costantemente monitorato, in attesa di eventuali sviluppi che potrebbero modificare gli equilibri del mercato energetico.
L'attesa per le banche centrali e i dati sul lavoro Usa
A tenere banco sui mercati europei è anche il dibattito sulle prossime mosse delle banche centrali, dopo la pubblicazione dei dati sull'inflazione che continuano a rappresentare il principale termometro per calibrare la politica monetaria.
L'attenzione si concentra quindi sulle possibili evoluzioni dei tassi d'interesse, con gli investitori che cercano di interpretare ogni segnale proveniente dalle autorità monetarie; in questo scenario, i future sui listini del Vecchio Continente accennano a un moderato rialzo, suggerendo una partenza cauta ma non eccessivamente negativa, mentre lo sguardo è già proiettato verso i dati sul mercato del lavoro negli Stati Uniti, in programma nei prossimi giorni e in grado di fornire ulteriori indicazioni sullo stato di salute dell'economia globale.




