Latitante condannato per violenza sessuale su minore arrestato ad Agropoli

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Giuseppe Pignalosa, settantun anni, si era reso irreperibile sin dal 2024, dopo che la condanna a sei anni e sei mesi di reclusione – per fatti – era divenuta definitiva. Ieri, però, il suo rifugio in un appartamento di Agropoli, nel salernitano, è stato individuato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli. L’operazione, condotta sotto il coordinamento della Procura Generale presso la Corte d’Appello, ha chiuso una latitanza durata mesi, restituendo all’esecuzione della pena un uomo che ormai sperava nell’impunità. Erano reati gravi quelli che gli venivano contestati: violenza sessuale su una minorenne, un’accusa che risale al 2012 e che lo ha portato a dover scontare ancora una pena residua di 5 anni, 3 mesi e 12 giorni di carcere.

Le indagini che hanno portato all’arresto del 71enne

La Procura Generale, che vigila sull’esecuzione delle sentenze irrevocabili, aveva da tempo assegnato ai carabinieri napoletani il compito di rintracciare il fuggitivo. Pignalosa, consapevole del suo passato giudiziario, aveva tagliato ogni contatto con la sua cerchia familiare più prossima, rendendo vani i primi tentativi di localizzazione. I militari, incrociando informazioni frammentarie e verifiche sui movimenti bancari, hanno però ricostruito i suoi spostamenti fino a restringere il cerchio su un’abitazione di Agropoli. È qui, infatti, che il 71enne si era stabilito da alcune settimane, credendo di aver ormai eluso qualsiasi controllo. La sorveglianza, condotta senza soluzione di continuità, ha permesso di accertare la sua presenza prima dell’irruzione, avvenuta nella giornata del 28 aprile.

La vicenda giudiziaria e la pena ancora da espiare

Quanto accadde nel 2012, e che ha portato alla condanna definitiva di Pignalosa, riguarda abusi su una minorenne: lui aveva allora 57 anni. La sentenza di primo grado, confermata poi in appello e in Cassazione, gli ha inflitto 6 anni e 6 mesi di reclusione. Ma l’uomo, dopo la definitività del verdetto, si è reso latitante, facendo perdere le proprie tracce per più di un anno. Per questo, al momento dell’arresto, gli restavano da scontare 5 anni, 3 mesi e 12 giorni. Nessuna sospensione della pena né misura alternativa, almeno per ora, è stata concessa, trattandosi di un reato che – come spesso accade in questi casi – esclude di fatto la possibilità di benefici per chi tenta di sottrarsi alla giustizia.

Un latitante fermato dopo mesi di ricerche

Non sono ancora stati resi noti eventuali complici o favoreggiatori che potrebbero averlo aiutato a nascondersi, ma gli inquirenti non escludono accertamenti nella sua cerchia di frequentazioni agropolesi. L’uomo, infatti, pur non avendo precedenti specifici per reati associativi, aveva fatto della discrezione la sua arma principale per evitare la cattura. I carabinieri del Nucleo Investigativo hanno dovuto setacciare diverse piste – alcune delle quali si sono rivelate vicoli ciechi – prima di convergere sull’appartamento dove Pignalosa trascorreva le sue giornate. Ora, dopo l’arresto, il 71enne è stato tradotto nel carcere di Salerno, dove inizierà a scontare la parte residua della condanna. La vicenda, sebbene chiusa sotto il profilo investigativo, lascia intatte le conseguenze penali di un reato che la magistratura ha ricostruito con precisione, senza lasciare spazi a interpretazioni dubitative.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.