Un bando per 160 infermieri nelle Asl liguri, il San Martino gestirà le selezioni
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Redazione Salute
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Nei prossimi giorni sarà pubblicato il bando di concorso pubblico per l’assunzione, a tempo pieno e indeterminato, di centosessanta infermieri destinati a rafforzare gli organici delle aziende sanitarie Asl1 e Asl2 della Liguria. La procedura selettiva, annunciata dalla Giunta regionale, sarà unificata e verrà interamente gestita dal Policlinico San Martino, il quale, parallelamente, curerà anche le selezioni per le aziende sanitarie di Genova, il cui avvio è previsto nelle prossime settimane. Una scelta, questa, che mira a ottimizzare i tempi e a garantire una maggiore omogeneità nella valutazione dei candidati, in un settore, come quello sanitario, dove la carenza di personale qualificato rappresenta una criticità ormai cronica.
L’assessore regionale alla Sanità, Nicolò, ha definito l’operazione «un passo concreto per rafforzare ospedali e servizi sul territorio», sottolineando come la carenza di infermieri sia «una sfida che stiamo affrontando con impegno e responsabilità». Le sue dichiarazioni, peraltro, giungono in un momento in cui i dati sulle iscrizioni ai corsi di laurea in infermieristica presso l’Università di Genova mostrano un trend positivo, facendo quindi ben sperare per un rinnovato interesse verso questa professione fondamentale. Un elemento non secondario, se si considera che la formazione di nuovi professionisti è la chiave di volta per una stabilizzazione del sistema nel lungo periodo.
Tuttavia, l’annuncio del maxi-concorso ha già sollevato le prime polemiche politiche, concentrandosi sulle disparità tra le diverse aziende sanitarie della regione. Un consigliere regionale, Natale, ha infatti presentato un’interrogazione per chiedere conto dei tempi previsti per le assunzioni nell’Asl5, quella della Spezia, che a suo dire rischierebbe di essere ancora una volta «considerata la cenerentola della Liguria». Una richiesta che evidenzia come, al di là degli sforzi complessivi, le necessità dei territori siano differenti e come ogni intervento di questo tipo debba fare i conti con equilibri geopolitici delicati.
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