Inchiesta Asl To4, le chat degli infermieri e i bandi pilotati
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Redazione Interno
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Domande di esame anticipate via messaggio, prima ancora dello svolgimento ufficiale delle prove: è questo il meccanismo, semplice eppure di un'efferatezza amministrativa sorprendente, al centro dell'inchiesta battezzata "Concorsopoli" sanitaria che sta scuotendo le fondamenta dell'Asl To4. A manovrare i fili, secondo quanto ricostruito dalla procura di Ivrea, ci sarebbe Carla Fasson, all'epoca dei fatti direttrice della struttura delle Professioni sanitarie, già finita ai domiciliari nel corso del 2023 su ordinanza del gip. A suo carico, oltre a pesanti accuse di rivelazione di segreti d'ufficio, pende l'ipotesi di un sistema collaudato per assicurare l'assunzione a candidati favoriti, svuotando di significato il principio di pari opportunità che dovrebbe guidare ogni selezione pubblica. Una trama che, se confermata, getterebbe un'ombra lunga sull'intero sistema reclutamento del personale sanitario in Piemonte.
Il caso dell'ospedale di Settimo e le gestioni al limite
Mentre la Regione, come riportato, sta ancora "studiando le carte" di un'indagine che coinvolge diversi dirigenti e che provoca un imbarazzo politico difficilmente dissimulabile, un altro fronte di crisi si è aperto attorno alle sorti dell'ospedale di Settimo Torinese. La struttura, acquisita di recente da un soggetto privato, è al centro di vicende giudiziarie che ne mettono in luce le criticità gestionali, lasciando in sospeso il destino del personale medico e infermieristico che vi opera. Un'incertezza che si somma a un quadro già gravemente compromesso dalle rivelazioni emerse dagli atti dell'inchiesta.
Le chat e la desolante vita quotidiana in reparto
«La paziente piangeva, ho dovuto convincerla. Voleva essere cambiata, solo che la ragazza veniva e spegneva il campanello». È attraverso questi frammenti di conversazioni, estratte da chat di servizio e acquisite come prova dai magistrati, che prende forma la dimensione quotidiana dello scandalo. I messaggi, risalenti al 2022, dipingono un ambiente di lavoro disperato, caratterizzato da un'assistenza carente e da un disagio profondo. Da quelle righe di testo emerge, senza bisogno di alcun commento, il ritratto di un'abbandono che pareva essere la norma, non l'eccezione, per i pazienti ricoverati in quell'ospedale.
L'accusa più grave: le sedazioni per garantire il riposo al personale
La situazione, stando alle accuse formulate dai pubblici ministeri, andava ben oltre la semplice negligenza, sfiorando condotte di una gravità inaudita. L'ospedale di Settimo viene descritto come un luogo "senza regole", lasciato a una pericolosa autogestione i cui effetti ricadevano interamente sulle persone più fragili. I pazienti, secondo la ricostruzione, venivano lasciati in condizioni di sporcizia per ore, privi di un'adeguata assistenza igienica. La notte, poi, la situazione degenerava ulteriormente: secondo l'accusa, il personale infermieristico e gli operatori di una società coinvolta nell'inchiesta somministravano sedativi ai degenti non per esigenze terapeutiche, ma con l'unico scopo di assicurarsi turni di lavoro più tranquilli e poter dormire indisturbati. Una pratica che, se verificata, configurerebbe una violazione palese non solo dei protolli sanitari, ma della stessa dignità umana.




