Il mercato dei mutui riprende slancio, trainato dalla fiducia delle famiglie e dai tassi in assestamento

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le famiglie italiane, dopo un periodo di attesa forzata, stanno tornando a investire nella casa, come dimostrano i numeri inequivocabili delle erogazioni creditizie. Secondo l'analisi di Kìron Partner spa, società del Gruppo Tecnocasa, nel solo terzo trimestre del 2025 sono stati concessi finanziamenti per l'acquisto dell'abitazione per 12,8 miliardi di euro. Si tratta di un incremento significativo, quasi del 19%, se paragonato allo stesso periodo del 2024, che si traduce in oltre due miliardi di euro immessi nel circuito economico. Il quadro complessivo, del resto, non fa che confermare questo slancio: l'ammontare totale degli importi erogati nei primi nove mesi dell'anno ha infatti toccato i 40,6 miliardi, segnando una crescita a doppia cifra, precisamente del 32,8%, rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente.

Il nuovo scenario dopo la fine del denaro a costo zero

Questi dati, incoraggianti, vanno letti alla luce di un contesto finanziario profondamente mutato, lontano anni luce dalle condizioni straordinariamente favorevoli del recente passato. Roberto Anedda, durante il suo intervento a RE ITALY, ha sottolineato come il mercato immobiliare si trovi oggi a navigare in un nuovo scenario, plasmato in primo luogo dal costo del denaro. Il decennio di tassi prossimi allo zero, che aveva reso i mutui quasi un comodato, appartiene ormai alla storia: il rialzo repentino avviato negli anni scorsi ha infatti ridefinito in modo radicale i parametri di accesso al credito, imponendo alle famiglie una maggiore attenzione nella scelta della soluzione finanziaria.

La convenienza del variabile e la scelta di sicurezza del fisso

Il 2025, come ha affermato Matteo Favaro, è stato comunque un anno "sicuramente incoraggiante per il mercato dei mutui", durante il quale si sono consolidate alcune tendenze emblematiche. Una su tutte: la dicotomia tra la convenienza teorica offerta dalle formule a tasso variabile e la scelta concreta, quasi univoca, degli italiani per la stabilità del tasso fisso. Le analisi, in proposito, rivelano una situazione paradossale: sebbene i calcoli matematici indichino nei mutui a tasso variabile l'opzione più economica sul piano dei costi, la quasi totalità dei contraenti – una percentuale che si attesta attorno al 96% – ha invece preferito blindare la propria rata optando per la soluzione a tasso fisso. Una preferenza, questa, che tradisce un desiderio profondo di tutelarsi da possibili shock futuri, scegliendo la prevedibilità della spesa mensile anche a scapito di un potenziale risparmio.

Un rinnovato ottimismo nel settore creditizio

La fase di contrazione più acuta, legata al biennio precedente, appare dunque superata, sostituita da un clima di maggiore ottimismo che coinvolge sia le famiglie, tornate a presentare le proprie domande di finanziamento, sia gli istituti di credito, più propensi a concedere prestiti. Gli osservatori del settore registrano non solo un aumento del volume complessivo delle operazioni, ma anche una crescita degli importi medi finanziati, segno di una ripresa degli investimenti in immobili di maggior valore. Il mercato, insomma, sembra aver trovato un nuovo equilibrio, seppure su livelli di tasso ben diversi da quelli storici, dimostrando una resilienza che fa ben sperare per la tenuta del comparto immobiliare nel suo insieme.

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